Programmi europei

L'Unione europea sta affrontando le attuali sfide economiche e ambientali con un'ambiziosa politica energetica comunitaria, che copre l'intera gamma di risorse energetiche da quelle fossili al nucleare, alle energie rinnovabili (solare, vento, biomasse, geotermia, idroelettrica e delle maree), nel tentativo di innescare una nuova rivoluzione industriale che dovrebbe portare ad un'economia a bassa intensità energetica, trasformando allo stesso tempo l'energia che consumiamo in qualcosa di più sicuro, competitivo e sostenibile. La politica comunitaria mira a creare un mercato energetico unico ed efficiente, in grado di offrire qualità e servivi a prezzi più bassi, sviluppando l'utilizzo di energie rinnovabili, riducendo la dipendenza dall'importazione di fonti fossili e aumentando l'efficienza energetica.

Ricerca (Potenziamento, Avvio, Formazione)

Il Settimo programma quadro di ricerca per il periodo 2007-2013 è per l’Unione europea una buona opportunità di portare la sua politica di ricerca e sviluppo (R&D) al livello delle sue ambizioni economiche e sociali. Per realizzare l’obiettivo, la Commissione intende aumentare il bilancio annuale dell’UE destinato alla ricerca e incentivare così gli investimenti nazionali e privati. L’attuazione del Settimo programma quadro mira a soddisfare le esigenze in termini di ricerca e di conoscenza dell’industria e più in generale delle politiche europee. All'interno del Settimo Programma Quadro (7PQ), esistono quattro programmi principali:

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Sviluppo di impresa (Nuove società, espansioni)

Nel quadro della politica di coesione per il periodo 2007-2013, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione, prevedono una dotazione totale di 308 miliardi di euro (prezzi 2004), pari a circa un terzo del bilancio comunitario, e una serie di interventi strutturali mirati sugli orientamenti strategici dell'Unione europea (UE), riguardanti in maniera particolare le regioni in ritardo di sviluppo, nonché le aree più decentrate. Attraverso i Programmi Operativi (PO), documenti che declinano le priorità strategiche per settori e territori, ogni PO sarà cofinanziato da un solo Fondo strutturale; esistono 42 PO finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 24 PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE). In base alle tematiche affrontate e ai soggetti istituzionali competenti, i PO possono essere nazionali (PON), regionali (POR) e multisettoriali. Per ciascuna Regione c’è un POR FESR e un POR FSE e interregionali (POIN), su tematiche in cui risulta particolarmente efficace un’azione coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala nell’attuazione degli interventi in diversi campi (Energia, Attrattori culturali naturali e turismo); questi sono gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali. Per quanto riguarda il FESR, i campi di opportunità nel settore energetico riguardano:

  • Decreto 25 novembre 2008 del MATTM:Disciplina delle modalità di erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato ai sensi dell'articolo 1, comma 1110-1115, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - Fondo Rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto

    Cooperazione

    Al fine di superare gli ostacoli che esistono nella cooperazione transfrontaliera, i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) sono strumenti di cooperazione a livello comunitario che consentono a gruppi cooperativi di attuare progetti di cooperazione territoriale cofinanziati dalla Comunità ovvero di realizzare azioni di cooperazione territoriale su iniziativa degli Stati membri. I programmi compresi nella cooperazione transfrontaliera sono i seguenti:

    La gamma di scelta dei programmi comunitari è ampio e vario; a questo proposito, sul sito del CORDIS, il portale europeo per le attività di ricerca e sviluppo dell'Unione, è possibile trovare guide, informazioni e link utili, nonchè società e consultenti con i quali presentare la propria proposta progettuale.

    Esistono anche delle istituizioni finanziarie create appositamente per finanziare progetti diversi, per esempio per la ricostruzione e lo sviluppo, come la EBRD, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, appunto, che opera sia concedendo direttamente finanziamenti di medio-lungo termine, che indirettamente attraverso intermediari finanziari elargendo cofinanziamenti, partecipazioni azionarie e fondi di investimento, etc. Le principali condizioni di finanziamento dei progetti di investimento sono normalmente le seguenti: la durata oscilla tra i 5 e i 10 anni, con un periodo di grazia, mentre i tassi (normalmente il LIBOR più uno spread) variano a seconda dei casi, e dipendono anche dalle condizioni di retrocessione applicate dagli intermediari; il finanziamento BERS può coprire fino al 35% del costo del progetto o del capitale sociale di una joint-venture. La EBRD beneficia di commissioni sia front-end che di gestione e richiede garanzie reali sul patrimonio del progetto di investimento.

    Oltre alla EBRD, esiste la Banca europea per gli investimenti, la cosiddetta EIB, creata alla fine degli anni '50 dal Trattato di Roma per essere l'istituto di credito a lungo termine dell'Unione europea. Concede prestiti al settore pubblico e privato per finanziare progetti d’interesse europeo, che riguardano soprattutto la coesione e la convergenza delle regioni dell'UE, l'ambiente, l'energia, i trasporti, il sostegno alle piccole e medie imprese attraverso programmi ad hoc come Jasmine, Elena e Jeremie.