Le PMI e l'energia

Introduzione

In ambito di legislazione ambientale ed eco-efficienza le PMI (Piccole e medie imprese) trovano ancora molti ostacoli nell’adeguarsi alle regole e nello sfruttare le opportunità offerte dal miglioramento tecnologico e dall’introduzione di nuovi strumenti. Il problema non è di poco conto se si pensa che il 99% circa delle imprese nell’Unione europea sono PMI e che quindi nel loro insieme costituiscono un forte impatto ambientale, oltre che economico.
All’inconsapevolezza delle PMI riguardo il proprio peso ambientale e la legislazione su questi temi, si aggiungono oggettive difficoltà di accesso ai programmi disponibili per il raggiungimento di obiettivi concreti.
Le ragioni vanno ricercate in un contesto multidisciplinare e multisettoriale. Sostanzialmente i problemi sono di natura amministrativa, procedurale (SGA), finanziaria, professionale e di informazione. In Italia la dimensione aziendale inferiore alla media europea acuisce l’entità del problema, rendendo la ricerca di soluzioni adeguate ancora più importante. Per far fronte alle relative azioni necessarie affinché si sciolgano i nodi che impediscono alle PMI di crescere e conseguentemente di contribuire efficacemente alla riduzione dell’impatto ambientale e dei costi che questo comporta, nel 2007 è stato istituito il programma ECAP (http://ec.europa.eu/environment/sme/) Programma Comunitario di Azione in materia di ambiente per il periodo 2007-2013. Visto il suo collegamento agli aspetti energetici, di seguito ne vengono specificate le azioni mirate previste a seconda del settore considerato, integrate con quanto disponibile con riferimento all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili.

Settore amministrativo

La complessità della legislazione in tema ambientale ne rende difficile la comprensione per le PMI, inoltre le procedure risultano appesantite da una eccessiva burocratizzazione.
Per questo motivo la Commissione intende esaminare tutta la legislazione comunitaria riducendo in modo consistente formalità e costi superflui entro il 2012.
Sono previste soluzioni IT per la condivisione di informazioni e lo studio dell’applicazione di buone pratiche per incentivare le azioni di sostegno più efficaci.
Inoltre dal 1992 la rete comunitaria IMPEL (http://ec.europa.eu/environment/impel/; http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=593) per l’attuazione e l’applicazione delle norme in materia ambientale contribuisce alla messa a punto di linee guida essenziali e si adopera per incoraggiare una maggiore partecipazione di rappresentanti delle PMI nel proporre politiche agevolmente applicabili. La burocrazia colpisce negativamente anche i processi autorizzativi per la realizzazione e il collegamento alla rete di impianti di generazione elettrica (fonti rinnovabili e cogenerazione), vanificando in parte gli incentivi disponibili a livello nazionale e locale. Anche in questo caso è in corso un processo di semplificazione legislativa, ma la sua attuazione pratica è rallentata dalla frammentazione regionale e locale delle competenze.

Gestione ambientale ed energetica

I sistemi di gestione ambientale (SGA) conformi alla norma ISO 14001 sono un'ottima soluzione per pianificare, monitorare e migliorare le proprie prestazioni ambientali.
L'applicazione della ISO 14001, trattandosi di uno strumento volontario, porta alla sensibilizzazione all'impegno ambientale molto più che le ispezioni classiche o i controlli di conformità. Oltre alla ISO 14001 esiste il Regolamento comunitario di ecogestione e audit, chiamato EMAS (http://ec.europa.eu/environment/emas/index_en.htm; http://www.geocities.com/CapitolHill/Senate/7880/emas.htm) che consente di registrare le strutture che desiderino implementare un SGA conforme alla ISO 14001 integrandolo con un'analisi ambientale iniziale di tutte le attività e redigendo una Dichiarazione Ambientale finale che permette di portare avanti un dialogo più aperto con il pubblico. ISO 14001 e EMAS hanno lo scopo di monitorare l' impatto ambientale in maniera costante, evitando sanzioni e riducendo i costi di produzione e consumo.
Per quanto riguarda le PMI è già presente EMAS Easy (http://www.emas-easy.eu/; http://ec.europa.eu/environment/sme/cases/cases10_it.htm) che favorisce l'attuazione dell'EMAS all'interno di queste strutture. Anche le lungaggini amministrative dell'EMAS verranno ridotte e una programmata promozione di questi Sistemi da parte della commissione e degli Stati membri farà il resto.
Dal 2009 è disponibile un nuovo strumento mirato agli aspetti energetici: il Sistema Gestione Energia introdotto dalla norma europea EN 16001. Anche in questo caso è prevista l'attuazione di politiche interne di raggiungimento di obiettivi prefissati, individuati sulla base di appositi audit e conseguiti attraverso l'adozione di procedure e misure monitorate in modo continuativo.
Da notare che la realizzazione degli strumenti citati può portare a benefici di immagine, all'apertura di nuovi mercati sensibili ai temi ambientali e all'accesso a fondi e finanziamenti altrimenti preclusi.

Assistenza finanziaria

Dal punto di vista finanziario, per il periodo 2007-2013 sono previsti incentivi volti ad aumentare il potere di investimento delle PMI in innovazione tecnologica e partecipazione a programmi specifici. Il più importante strumento disponibile è il programma LIFE+ (http://ec.europa.eu/environment/life) che sostiene le PMI (http://ec.europa.eu/enterprise/sme) nei progetti di conformità ambientale anche a livello locale. A questo proposito sono previsti anche fondi strutturali stanziati dall'Unione europea per le regioni meno sviluppate e per favorire l'integrazione dell'infrastruttura europea (Fondo di coesione).
Tra questi, il programma JEREMIE (http://www.eif.org/jeremie/) a sostegno delle PMI per approntare strumenti di finanziamento dedicati alle regioni e il POIN Energia che coinvolge le regioni nel meridione dell'Italia.
Infine il CIP (Programma quadro per la competitività e l'innovazione http://ec.europa.eu/environment/etap/ecoinnovation) focalizza l'attenzione sulle PMI fornendo denaro da investire in attività eco innovative e il Settimo programma quadro di ricerca (7PQ http://ec.europa.eu/research/sme-techweb/index_en.cfm) copre l'aspetto della cooperazione promuovendo la partecipazione delle PMI a consorzi per candidarsi ai finanziamenti elargiti dal programma stesso. Tutte le iniziative sopra elencate riguardano il periodo 2007-2013. Ad esse si aggiungono appositi incentivi messi a disposizione dallo Stato e da Regioni e EELL per stimolare diagnosi energetiche e la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e di impianti a fonti rinnovabili.
Per maggiori informazioni su queste opportunità si rimanda alla pagina dedicata agli incentivi.

Sviluppo delle competenze

Poiché le PMI non hanno sufficienti risorse per investire in personale competente dal punto di vista della legislazione ambientale, già dal 2007 vengono organizzati seminari di formazione e preparazione in tutta Europa.
La Commissione si impegna quindi a creare una rete di esperti che consentano di trasferire il know how necessario per un migliore rendimento ambientale e per la creazione di partenariati fra organizzazioni.
Il nuovo servizio a sostegno in questo settore è la rete Enterprise Europe Network (http://www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu/) che integra i servizi precedentemente forniti dalla rete degli Euro Info Centre (EIC) e dai Centri di collegamento per l'innovazione (IRC).

Comunicazione

Un ulteriore ostacolo per l'accesso delle PMI a procedure di riduzione dell'impatto ambientale è la scarsa conoscenza delle informazioni adeguate che produce un'altrettanto scarsa consapevolezza delle questioni ambientali e delle opportunità per affrontarle in maniera appropriata.
Il sito web del Programma ECAP (http://ec.europa.eu/environment/sme/)fornisce tutte le informazioni necessarie sulle politiche ambientali, i contatti degli esperti più una selezione di buone pratiche con cui confrontarsi.
Inoltre una newsletter mensile aggiorna le organizzazioni sugli sviluppi del programma stesso e fornisce una panoramica sulla situazione delle PMI riguardo le questioni di interesse ambientale.
Per quanto riguarda gli aspetti energetici, oltre a quanto disponibile nel sito FIRE, è ad esempio possibile fare riferimento agli strumenti attivati in questi anni dalle principali associazioni di categoria (industria, commercio e terziario).
Non va dimenticato che comunicazione ambientale ed energetica vuol dire anche informazione verso i clienti e l'esterno sulle azioni intraprese a favore dell'ambiente e dell'energia. Ciò può tradursi in un bilancio sociale, ambientale ed energetico o in una più semplice evidenziazione sul proprio sito web e nelle brochure commerciali dei prodotti e servizi offerti dall'azienda. Oltre all'acquisto di energia verde (marchio 100% energia verde o similare), esistono programmi comunitari che mirano a dare visibilità a chi realizza azioni di miglioramento dell'efficienza, come Greenlight (http://www.fire-italia.it/greenlight/gl0.asp) Greenbuilding (http://www.eu-greenbuilding.org/) e Motorchallenge (http://motorchallenge.casaccia.enea.it/).