La nuova direttiva sull'energia rinnovabile, che dovrebbe essere recepita e implementata entro il 2010 dai vari stati, ha fissato dei target molto ambiziosi per tutti i 27 paesi membri, per permettere all'Unione Europea il raggiungimento entro il 2020 del 20% di energia da fonti rinnovabili, oltre a un 10% di energia rinnovabile nel settore dei trasporti. Il documento, che va a completare il quadro normativo per la promozione dell'elettricità "verde", richiede piani di azione nazionali in grado di fissare delle tappe per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Europa. Per quel che riguarda l'efficienza energetica, ridurre il consumo di energia ed eliminare lo spreco, sono due degli obiettivi principali dell'Unione, secondo la quale il miglioramento dell'efficienza energetica risulterà decisivo per la competitività, la sicurezza dell'approvvigionamento, oltre che per il rispetto degli obblighi sottoscritti con il Protocollo di Kyoto. Il potenziale di riduzione dei consumi rappresenta una percentuale importante, specialmente nei settori ad alta intensità energetica come gli edifici, il manifatturiero e i trasporti. Alla fine del 2006, l'Unione aveva stabilito una riduzione del suo consumo annuale di energia primaria del 20% entro il 2020; per raggiungere l'obiettivo, si sta operando per mobilizzare l'opinione pubblica, i decision-makers e gli operatori di mercato per la definizione di standard minimi di efficienza energetica. I diversi stati membri stanno attuando diverse misure a livello nazionale per incentivare l'efficienza energetica e l'energia prodotta da fonti rinnovabili.
I vecchi stati membriIn Austria il governo centrale ha stabilito che la Bürges Förderungsbank debba provvedere a sostenere investimenti in interventi di efficienza energetica, come ad esempio l'isolamento; nella cornice di un altro programma finanziato dal Fondo federale per l'ambiente, invece, le compagnie private possono ottenere sussidi per l'uso di energia rinnovabile e per l'adozione di misure come il miglioramento dell'efficienza energetica e l'uso termico dei rifiuti. Anche il Fondo federale è gestito da una banca specializzata su incarico del Ministero dell'Agricoltura, della silvicoltura, dell'ambiente e dell'acqua. Un ulteriore programma è stato lanciato nel 2003 per il finanziamento di interventi di efficienza energetica da parte di terzi negli edifici pubblici. Non mancano poi programmi per il risparmio energetico nel residenziale, per un totale di 2 milioni di euro all'anno investiti in programmi ad hoc, con il supporto statale tramite un accordo tra federazione e lander nella maggioranza delle abitazioni ristrutturate o costruite.
In Belgio, uno degli strumenti adottati per la promozione dell'efficienza energetica a partire dal 2003, è stato quello di favorire l'aumento dell'uso della cogenerazione garantendo una minore pressione fiscale per coloro i quali decidano di investire in interventi di efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle proprie abitazioni, con il contributo del Servizio Pubblico Federale (FPS) del Belgio. Il governo regionale della Vallonia, invece, ha creato dei sussidi per l'installazione di sistemi di microcogerazione e di impianti di riscaldamento a legna e caldaie rivolti ad imprese, residenziale, lavoratori autonomi e strutture private, nonché sussidi per l'efficienza energetica, per audit energetici e studi di fattibilità pre-investimento, e per quella parte del settore privato che voglia investire in macchinari ad alta efficienza. Entrambe le istituzioni, quella federale e quella regionale, hanno inoltre introdotto sussidi per gli enti locali al fine di migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici; sono infine garantiti da ciascuna delle tre regioni, dei fondi per programmi di innovazione tecnologica che riguardino il miglioramento dell'efficienza energetica. Per quel che concerne le fonti rinnovabili, si è adottato uno schema di Certificati Verdi per incentivarne la produzione.
La Danimarca ha attivato il meccanismo dei titoli di efficienza energetica o certificati bianchi, e ha introdotto dal 2004 sussidi anche per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; rispecchiando l'implementazione della direttiva 2002/91/CE sulla prestazione energetica degli edifici, il codice nazionale per l'efficienza energetica negli edifici è cambiato dal 1° gennaio 2006. Il nuovo codice stabilisce che la quota massima dell'energia consumata nelle nuove costruzioni debba essere motivata in base ad una predefinita performance energetica; i nuovi edifici saranno soggetti a degli standard di efficienza termica più elevata approssimativamente del 25-30% rispetto agli edifici esistenti, standard che verrà innalzato del 25 % nel 2010, di un altro 25 % nel 2015, e ancora di un 25 % al 2020. In Finlandia è stato creato un sistema di sussidi tariffari per l'energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, insieme ad un programma di sovvenzioni per la ristrutturazione e il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici residenziali.
La Repubblica francese ha adottato il sistema dei certificati bianchi per l'efficienza energetica insieme ad altri programmi che prevedono la possibilità di erogare prestiti per interventi di risparmio energetico, sussidi per audit energetici e studi di prefattibilità. Per le fonti rinnovabili, sono invece stati creati dei sistemi di feed-in tariff come incentivo per l'energia prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili.
In Germania esiste un sistema per il finanziamento di progetti di cogenerazione, organizzato tramite sussidi per edifici pubblici; esiste poi un fondo per l'efficienza energetica nelle piccole e medie imprese da parte del Ministero per l'economia e la tecnologia per rimuovere le barriere esistenti per la diffusione di interventi di risparmio energetico (come ad esempio gli elevati costi che spesso li caratterizzano). Per quanto concerne l'energia prodotta da fonti rinnovabili, anche in Germania è stato introdotto il meccanismo di feed-in tariff.
L'Irlanda attraverso il Low Carbon Homes Programme ha cercato di migliorare l'efficienza energetica nel settore residenziale, andando a garantire sussidi in capitale per chi deciderà di realizzare tali interventi. Per le fonti rinnovabili, sono state garantite sovvenzioni per i proprietari di abitazioni che intendano acquistare un nuovo impianto di riscaldamento alimentato a fonti rinnovabili, oltre al solito feed-in tariff per le energie rinnovabili.
In Olanda, è attivo un fondo per le rinnovabili che garantisce sussidi agli investitori per progetti che riguardano l'elettricità prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili, gas e cogenerazione; dal 2001, è in vigore uno schema di certificati verdi per la valutazione e il monitoraggio della produzione e la vendita di elettricità "verde". Un'iniziativa interessante è la tassa ambientale per i voli dall'Olanda: il governo ha infatti creato una nuova "tassa ambientale" dal 1° luglio 2008 che viene applicata su tutti i biglietti aerei in partenza dal paese; la tassa è stata ridotta a partire dal 1°gennaio 2009 per quei biglietti aerei ove gli apparecchi utilizzati sono risultati energeticamente più efficienti. Per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica esiste un altro programma, chiamato Energy Investment Deduction, che consente di risparmiare energia stimolando gli investimenti nell'efficienza energetica e nelle tecnologie rinnovabili, permettendo alle compagnie che effettuano l'intervento di poter dedurre dall'imponibile tassabile una certa percentuale degli investimenti per gli strumenti relativi alla conservazione dell'energia e alle energie rinnovabili.
In Spagna esistono dalla fine del 2007 sussidi per l'efficienza energetica negli edifici, oltre alla presenza di feed-in tariff per l'elettricità prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili, che è stata drasticamente ridimensionata nel 2008. Il sistema svedese prevede invece uno specifico schema di certificati verdi per l'incentivazione delle fonti rinnovabili dal 2003, e altri programmi per la sostenibilità ambientale regolati dall'Agenzia svedese per la protezione dell'ambiente che provvede a garantire sussidi per il sostegno agli interventi delle municipalità insieme con compagnie ed organizzazioni locali. In Portogallo sono stati adottati diversi programmi per recepire la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici nella legislazione nazionale; questi includono la creazione del sistema nazionale per l'energia e la certificazione della qualità degli edifici (SCE). Lo SCE è entrato in vigore il 1° luglio del 2007, e la sua attuazione è stata suddivisa in tre parti (di cui la conclusiva nel 2009). Un aspetto importante dello SCE è stata l'introduzione della certificazione energetica che attribuisce un livello di performance energetica agli edifici residenziali e non, elencando interventi possibili per il miglioramento di questa, andando ad aumentare i risparmi dal 20 al 40% e riducendo conseguentemente le emissioni di CO2.
In Gran Bretagna, infine, è stato introdotto lo schema dei certificati bianchi per l'efficienza energetica nel settore residenziale, arrivato oggi al terzo obiettivo - The Carbon Emissions Reduction Target (CERT); avviato nel 2008 e attivo fino al 2011, stabilisce l'obbligo in capo ai fornitori di energia di raggiungere dei target per promuovere le riduzioni di emissioni di gas serra nel settore residenziale. Oltre al sistema dei certificati bianchi, è stato creato anche uno schema per i certificati verdi per l'incentivazione dell'energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Sempre in relazione alla riduzione delle emissioni, il Carbon Reduction Commitment (CRC) impone il taglio obbligatorio di emissioni da parte delle grandi organizzazioni commerciali e del settore pubblico (inclusi supermercati, catene di hotel, divisioni governative, grandi edifici di autorità locali) di 1.1 MtC all'anno entro il 2020. Per la microcogenerazione, è stato istituito il "Low Carbon Buildings Programme" nell'aprile del 2006, in vigore fino al 2010, che va a garantire per i sussidi circa 86 milioni di sterline per le tecnologie microcogenerative. Per la cogenerazione, dal 1° aprile 2010 è prevista una feed-in tariff per impianti di microgenerazione fino a 2kW, che riceveranno 10p per kWh generato per un periodo di dieci anni, più un pagamento extra di 3p per kWh per l'elettricità non consumata in casa e immessa in rete. Il Carbon Trust, fondato nell'aprile 2001, è una compagnia indipendente e non-profit, creata dal governo per promuovere l'efficienza energetica nei settori non domestici. I tre obiettivi principali di questa importante organizzazione sono: aiutare il paese a raggiungere gli obiettivi per le riduzioni di CO2 di altri gas serra; migliorare la competitività delle industrie del Regno Unito attraverso la risorsa dell'efficienza e del risparmio e sostenere lo sviluppo di un settore industriale che capitalizzi il valore commerciale e dell'innovazione delle tecnologie a bassa CO2.
I nuovi stati membri dell'UnioneTra i nuovi paesi membri, la Polonia ha adottato in recepimento della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CE, una legge sulla produzione elettrica da cogenerazione, andando a creare un sistema cosiddetto dei "certificati rossi": dal 1°luglio 2007 le compagnie energetiche che forniscono elettricità ai clienti finali sono obbligate ad ottenere certificati che attestino l'origine dell'elettricità prodotta da cogenerazione ad alto rendimento. Il meccanismo resterà in vigore fino alla fine del 2012; il mancato ottenimento dei certificati viene tradotto in una tassa imposta ai fornitori. La Polonia non ha ancora attivato un sistema di certificati bianchi; è stato invece attivato nell'ottobre del 2005 in recepimento della direttiva 2001/77/CE un meccanismo per i certificati verdi.
La Repubblica slovacca ha costituito un fondo per il risparmio energetico, con l'obiettivo di implementare la direttiva 2006/32/CE sull'efficienza energetica degli usi finali e dei servizi energetici, garantendo un'integrazione del finanziamento degli interventi per il risparmio energetico; inoltre, per garantire sostegno all'uso delle fonti rinnovabili, il governo slovacco ha varato leggi e regolamenti che prevedono il ricorso al meccanismo del feed-in tariff.
Per concludere, in Ungheria, per quel che riguarda le fonti rinnovabili è stato adottato uno schema dei certificati verdi, mentre per l'efficienza energetica sono stati creati specifici programmi come il "risparmio energetico nazionale" approvato nel 2003, che prevede assistenza finanziaria per la conservazione dell'energia nel residenziale con l'obiettivo di ridurre il consumo e i costi del settore domestico. Nel 2006 è stato approvato un piano di sviluppo per promuovere l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili, andando a sovvenzionare interventi di risparmio come la ristrutturazione di edifici, lo sviluppo di sistemi di riscaldamento per i comuni e la promozione della cogenerazione.
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