Nel maggio del 2002 l'Unione Europea ha ratificato il Protocollo di Kyoto, impegnandosi a ridurre del 8% le emissioni di gas serra rispetto a quelle del 1990. Ogni Stato ha un suo obiettivo, che per l'Italia è del 6,5%. Con la Direttiva 2003/87/CE sull’ Emission Trading Scheme (ETS), che istituisce a livello comunitario un sistema per lo scambio di quote di emissione di CO2, denominate EUA (EU Allowances), l’Unione europea si č impegnata ad adempiere agli impegni presi ratificando il protocollo di Kyoto. Il primo periodo di applicazione della Direttiva, ormai concluso, si riferiva al triennio 2005-2007; attualmente č in corso il secondo periodo copre il quinquennio 2008-2012. Il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 16 febbraio 2005, prevede tre dispositivi flessibili per favorire il raggiungimento degli obiettivi, che risulterebbero altrimenti eccessivamente costosi per i Paesi dell'Unione:
La Direttiva 2003/87/CE sull’Emission Trading istituisce un sistema di scambio di quote di emissioni di gas effetto serra all’interno dell’Unione Europea, di tipo cap-and-trade. Sinteticamente, il sistema europeo di Emission Trading prevede la fissazione di un limite massimo (cap) alle emissioni realizzate dagli impianti industriali che ricadono nel campo di applicazione dalla Direttiva, attraverso un Piano Nazionale di Allocazione(PNA) nel quale viene assegnato un certo numero di quote di emissioni a ciascun impianto che rientri nelle categorie previste dalla direttiva. Ciascuna quota (European Unit Allowance) attribuisce il diritto ad emettere una tonnellata di biossido di carbonio equivalente in atmosfera nel corso dell’anno di riferimento o successivo.
A partire dal 1° gennaio 2005, gli impianti hanno potuto esercitare la propria attività solo se muniti di un’apposita autorizzazione ad emettere gas serra rilasciata dall’autorità competente; la documentazione da presentare per ottenere l’autorizzazione ad emettere gas serra e quella per ottenere il rilascio delle quote di emissione è scaricabile nell'apposita sezione del sito del Ministero dell'Ambiente.