L'USO DELL'ENERGIA NELLE STRUTTURE DELL'ISTRUZIONE PUBBLICA

L'importanza di parlarne

L'uso dell'energia nelle scuole italiane meriterebbero maggiore attenzione di quanta non ne riceva usualmente, per almeno due ordini di motivi:

È difficile dire quali dei due motivi sia più importante, spesso la mancata credibilità delle dichiarazioni ufficiali si accoppia con sprechi plateali, ad esempio facendo mancare la manutenzione per anni per poi intervenire con inutili rinnovi non ben finalizzati.

Con esclusione delle Università, ormai avviate su un'ampia autonomia, le altre scuole non sono responsabili delle loro spese; per le elementari e per le medie inferiori è il Comune che paga per il funzionamento degli edifici, mentre per tutte le medie superiori è la Provincia che provvede; in entrambi i casi le bollette sono intestate agli Enti proprietari, i rispettivi economati le pagano e il personale delle scuole non conosce neanche l'importo globale.

Questa situazione di deresponsabilizzazione contribuisce a rendere spesso velleitari i numerosi tentativi di introdurre nelle scuole l'attenzione all'ambiente ed all'uso delle fonti rinnovabili. Infatti puntare l'attenzione degli allievi sugli aspetti più poetici o catastrofici dell'ambientalismo, senza agganciarli ad un comportamento quotidiano corretto e coerente, non aiuta certo a formare cittadini capaci di scegliere percorsi fattivi e di contribuire alla soluzione dei problemi, il contrario del volere tutto e subito.

Le iniziative in questo settore debbono essere numerose e diversificate, per tener conto dello specifico contesto e delle possibilità di utilizzare nuclei di persone attive già esistenti. Si segnalano alcune esperienze già avviate perché possano essere sia di stimolo alla fantasia per progettare altre iniziative, sia occasione di replica in altri contesti.

Iniziative gestite dalle proprietà

In questo settore si segnalano tre recenti iniziative di successo:

Tra i numerosi esempi di interventi, sempre decisi dal Centro, ma con risultati negativi ci si limita a richiamare il caso di una Amministrazione Provinciale del Nord-Est che ha dovuto disattivare un sistema di controllo della luminosità nelle aule di una scuola superiore perché era diventato motivo di scontri fra allievi e docenti per il controllo del sistema di regolazione.

Iniziative proposte e gestite dall'interno dalle scuole

In questo settore si segnalano due differenti iniziative attivate nel corso del 2001:

1) Patto fra l'Amministrazione locale e le scuole Si tratta di una iniziativa maturata dalla provincia di Bolzano che l'ha derivata dall'Austria. L'Ente locale proprietario della scuola , Comune o Provincia, ricostruisce le spese sostenute negli ultimi anni a vario titolo per i consumi energetici della singola scuola (elettricità, riscaldamento ed acqua) parametrizzate alle rispettive tariffe e con i gradi giorno rappresentativi del clima.

La scuola elabora una serie di proposte di migliore gestione e controllo dei consumi energetici, senza necessità di investimento salvo limitatissime spese per strumento di misura, riguardanti sia l'intero edificio sia le singole aule ed un programma di attività didattiche che coinvolga gli allievi sia nel controllo della gestione (ad es. accensione luci) sia nella lettura dei contatori e nella elaborazione dei dati di consumo.
Su queste basi viene stipulato un patto fra l'Ente Locale proprietario e la direzione delle scuole con il quale Comune o Provincia si impegnano a trasferire alla scuola stessa, in toto o in parte, le minori spese per l'energia che risulteranno a fine anno. Uno schema di patto, formato dal Comune di Modena con alcune sue scuole, è disponibile nel sito www.fire-italia.it nella sezione dedicata all'uso dell'energia nelle scuole.

2) programma studentesco "La scommessa". Si tratta di un programma partito dalla Germania nell'ambito dell'Associazione "Amici della Terra", con lo scopo di dimostrare che i giovani studenti possono raggiungere, nella loro scuola, riduzione di consumi di energia ed acqua corrispondenti agli obiettivi di Kyoto. Il programma è stato attuato in Italia da un centinaio di scuole ed è gestito dagli Amici della Terra di Firenze.
Il programma delle azioni da attivare considera principalmente i comportamenti delle persone, dall'uso dei mezzi individuali di trasporto al consumo dell'acqua nei gabinetti.
Si tratta di modi di operare, mutuati dal contesto tedesco, che trovano una certa difficoltà ad essere adattati al contesto italiano; in Italia spesso si associa una dotazione ridotta o "inadeguata" di attrezzature e di fondi ad una più "disinibita" o deresponsabilizzata gestione delle stesse, in assenza di una mentalità globale di tipo calvinista tesa a dare il giusto valore ad ogni comportamento ed a reprimere col biasimo sociale i comportamenti "furbi".
Ad esempio alcune scuole che avevano scelto di mettere una bottiglia chiusa nella vaschetta dello scarico del gabinetto e pensavano di poter leggere dal contatore dell'acqua l'effetto del loro intervento, hanno scoperto poi che, tradizionalmente, molti Comuni non installavano i contatori nelle loro scuole, per non perdere tempo nella lettura, nelle bollette e nell'IVA; così poi il consumo viene assorbito nelle perdite ed è pagato dai cittadini.

Per tutti i programmi dal basso si segnala il pericolo costituito dal fatto che lo scontro quasi "fatale" fra le buone intenzioni e il pratico e quotidiano disfattismo della burocrazia e del personale di gestione, oscillante fra menefreghismo e scorrettezza, possa provocare reazioni di rigetto, contrarie alle motivazioni con le quali si è avviata l'iniziativa. È necessario che chi guida l'azione sappia dosare gli stimoli e le proposte con sano realismo, individui qualche settore nel quale avere buone possibilità di successo e sia infine preparato a gestire la cattiva volontà di persone operanti nel sistema.

Da un punto di vista didattico un'attività sull'uso dell'energia si presta a trattare sia temi giuridico-commerciali, dell'area educazione civica, sia tecnici sugli impianti, sia infine dell'area matematico e fisico, dalla presentazione su diagrammi dei dati fino all'elaborazione degli stesi. Si riporta in allegato una scheda sulle possibili iniziative. Per quanto riguarda il personale docente sono possibili collegamenti con i vai IRRSAE regionali per valorizzare queste attività nei canali abituali della formazione.

PIANO D'INTERVENTO IN UNA SCUOLA SUPERIORE PER L'USO DELL'ENERGIA

Avvio dell'iniziativa

Acquisizione dei dati

Impianto elettrico

Impianto idraulico

Impianto di riscaldamento

Organizzazione attività didattica

Aspetti di diritto e amministrazione

Aspetti operativi

Tipologia interventi

Interventi a breve termine

Interventi a lungo termine

Valorizzazione e pubblicizzazione