Lo scopo di questa scheda è informare le scuole e gli Enti Locali sui benefici di natura energetica, economica e di formazione che possono derivare dalla definizione di un Accordo Volontario per la riduzione dei consumi.
Le scuole rappresentano un tipico caso di struttura in cui l'utilizzatore dell'edificio è distinto dal gestore e non trae alcun utile da una corretta gestione delle risorse energetiche. Il personale scolastico, infatti, non paga le bollette, che sono a carico di una struttura completamente separata (provincia, comune). Pertanto ci si trova spesso di fronte ad un'illuminazione gestita in modo non adeguato, con le luci accese in locali o in corridoi deserti, o ad un riscaldamento eccessivo che porta all'apertura delle finestre in inverno, con conseguente spreco di calore.
Questo meccanismo negativo può essere interrotto mediante una delibera dell'ente gestore (comune o provincia), che autorizzi il suo rappresentante a stipulare un Accordo Volontario con il responsabile delle singole scuole interessate. In base a tale Accordo il personale scolastico (docenti, studenti, personale non docente) si impegna ad attuare comportamenti volti all'uso razionale dell'energia ed il risparmio ottenuto grazie ad una condotta migliore, rispetto ad una spesa energetica prefissata, viene in parte assegnato alla scuola stessa l'anno successivo come somma autonomamente disponibile.
Nel sito della FIRE sono disponibili due differenti esempi di Accordo, il primo riguardante la Provincia di Bolzano, l'altro il Comune di Modena.
E' bene evidenziare che si possono spesso ottenere risparmi consistenti anche applicando semplici accorgimenti gestionali, senza spese aggiuntive o con investimenti contenuti. La necessità di aprire le finestre col riscaldamento acceso è indice dell'opportunità di rivedere le condizioni di fornitura del calore o addirittura di intervenire sull'impianto termico, eventualmente installando valvole termostatiche. L'utilizzo di singoli locali (portineria, aula per riunioni, etc) al di fuori del normale periodo scolastico consiglia il ricorso a stufette individuali, qualora l'edificio non sia diviso in zone.
La contabilizzazione dei risparmi stessi è particolarmente semplice nel caso della fornitura elettrica, per mezzo dei contatori. Per quanto riguarda il combustibile usato per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua sanitaria tutto dipende dalla presenza o meno di un sistema accessibile di contabilizzazione in sito.
I benefici conseguibili mediante l'iniziativa coinvolgono gli studenti ed il personale della scuola, che vengono sensibilizzati riguardo alle tematiche connesse all'uso razionale dell'energia e apprendono come leggere contatori e bollette energetiche, attività che assumerà un rilievo sempre maggiore col proseguimento della liberalizzazione dei settori corrispondenti.
La sfida sta nel riuscire a superare la tradizione che pone di fronte utenti interessati solo a ricevere e uffici centrali poco disponibili a rispondere in tempi brevi. E' chiaro che interventi un po' approfonditi, che richiedano ad esempio dati sulla volumetria dell'edificio, presuppongono la disponibilità dei dati stessi, il cui tenutario non sempre è di facile individuazione. Il fatto che le cifre in gioco possano essere modeste rende ancora più difficile l'abbandono di consuetudini radicate.
Si tratta quindi di un'opportunità da sviluppare, almeno nella fase iniziale, con qualche scuola più attenta e sensibile, come intervento sperimentale, con rapporti anche con la didattica di scienze, matematica, fisica ed educazione civica, piuttosto che con tutto l'universo degli operatori scolastici della zona.
A tal fine l'ENEA ha messo ha punto degli indicatori energetici che consentono di effettuare un confronto fra i vari istituti scolastici, allo scopo di individuare dove sia più consigliabile intervenire con eventuali investimenti per razionalizzare e ridurre i consumi. La FIRE, inoltre, ha predisposto delle schede di valutazione dei consumi energetici, utilizzabili nell'ambito degli Accordi Volontari sopra descritti.