Questo documento, sebbene superato in alcuni punti in seguito all'evoluzione del mercato, viene lasciato come parte della storia recente e perché comunque fornisce indicazioni valide tuttora.
I prezzi praticati agli ospedali per le forniture di gas metano stanno evolvendo dalla semplice formula monomia degli utenti civili serviti da rete urbana ad una formula più articolata che dipende dalle modalità di accesso per la fornitura, in somiglianza alle utenze direttamente servite da SNAM.
Gli ospedali collegati alla rete di distribuzione urbana hanno rapporti contrattuali con i distributori locali e fanno parte della categoria di utenti finali civili con attribuzione della tariffa T3.
Per effetto della delibera CIP 23/12/93 gli utenti ospedalieri i cui consumi annui superano i 300.000 m3 possono richiedere alla società distributrice l'applicazione dei contratti in deroga. In questo modo l'utente ospedaliero può usufruire di condizioni economiche più vantaggiose: i prezzi praticati sono pari al prezzo praticato da Snam alla società distributrice maggiorato di una quota di copertura dei costi specifici del servizio - margine di distribuzione.
L'accesso a queste condizioni, previa richiesta da parte dell'utente, ha presentato spesso difficoltà per la conclusione dell'istruttoria.
Il dibattito sulla necessità di accedere ad un prezzo più vantaggioso per le forniture ospedaliere è stato sollevato dall'Ing. Matteini, responsabile per l'uso razionale dell'energia nominato dalla Azienda Ospedaliera S.Martino di Genova.
Matteini ha sottoposto all'Autorità la macroscopica disparità di trattamento a cui sono sottoposti i complessi ospedalieri: i loro consumi di gas per modalità e quantità sono assimilabili ad imprese industriali, ma hanno rispetto a queste un trattamento meno vantaggioso.
Nel 1999 l'Autorità, in esito all'istruttoria conoscitiva sul caso di Genova, ha formulato un documento di consultazione contenente le proposte per la definizione di criteri per la determinazione dei prezzi delle forniture di gas ai complessi ospedalieri.
Nel documento si evidenzia che, nell'imminente assetto di mercato libero del gas, sarà riconosciuta ai grandi complessi, dato il loro elevato prelievo di gas, la capacità di acquistare direttamente gas senza l'obbligo di sottostare alle tariffe vincolate. L'affermazione del principio della negoziazione dei prezzi apre la questione sulla capacità di controllare le migliori condizioni di fornitura degli ospedali.
Il documento auspica che nei futuri provvedimenti dell'Autorità siano presenti sia l'esclusione della revisione amministrativa delle tariffe per la rete urbana agli ospedali con prelievi maggiori a 200.000 m3 che il principio di uguaglianza di trattamento economico e di servizio tra utenti ospedalieri e utenze industriali che presentano analoghe caratteristiche di prelievo.
In attesa della preannunciata deliberazione è seguita nel novembre d 1999 l'apertura di una trattativa tra rappresentanti del settore ospedaliero: CIS-AIOP-FIASO ARIS, la SNAM e le Associazioni della Aziende Distributrici: ANCI - ANIGAS - ASSOGAS - FEDERGASACQUA.
La trattativa sulla determinazione del prezzo gas da applicare agli ospedali si è conclusa nella prima decade del gennaio 2000 con la sottoscrizione di Accordo che prevede:
Si stima che queste condizioni avranno effetti di risparmio economico per il comparto della sanità nel corrente anno di circa 16 milioni di lire. Contemporaneamente, tra lo scadere del precedente Accordo Snam-Confindustria (30 aprile) e in attesa dell'applicazione del decreto di riforma del settore gas sono entrati in vigore i prezzi stabiliti dall'Accordo "ponte": contratto Snam transitorio stipulato per le forniture continue con decorrenza 1° maggio 2000 sino all'entrata in vigore del decreto atteso; l'accordo ha previsto una riduzione media dei prezzi di circa 16,5 £/m3 .
A tuttoggi quale è il costo del gas metano rispetto alle utenze civili?
Riportiamo, come esempio, i dati forniti dall'Azienda Speciale Amg relativi alla città di Palermo, delle tariffe in vigore dal 1° maggio 2000.
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Classe denominazione tariffaria |
Fasce di prelievo m3 /anno |
Prezzo £/ m3 |
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T 3.1 Altri usi |
Sino a 29.000 |
711,9 |
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T 3.2 Altri usi |
Oltre 30.000 e |
640,9 |
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Ospedaliera |
Fino a 1.000.000 |
394,6 |
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Da 1.000.000 a 2.000.000 |
384,6 |
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Oltre 2.000.000 |
374,5 |
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Il recentissimo decreto sul settore gas, varato il 19 maggio scorso, ha confermato le previsioni dell'Autorità circa il ruolo che potranno avere gli ospedali: molti di essi non dovranno attendere il primo gennaio 2003 per essere clienti idonei: il decreto infatti stabilisce a 200.000 m3 /anno la soglia di consumi dei clienti finali per poter rientrare nella categoria di idonei. Questi argomenti esauriscono gli aspetti tariffari, resta da analizzare quelli fiscali. Riguardo alle fiscalità gli ospedali sono clienti T3 e come tali sono soggetti ad un regime di imposte di tipo civile. Il trattamento fiscale previsto per gli utenti civili è differenziato in funzione agli usi finali: alcuni clienti civili, come ad esempio gli alberghi, sono assimilati fiscalmente agli industriali e come tali pagano le imposte previste per gli usi produttivi: a questa categoria, in virtù della finanziaria 2000 (Circolare 64/D relativa alla Legge 488/99 art.12 comma 5) si sono aggiunti gli usi di ristorazione, gli impianti sportivi per attività non agonistiche, e gli istituti di assistenza a disabili. Gli ospedali non rientrano in questa categoria, e pertanto non possono ottenere agevolazioni; possono però ottenere benefici economici scorporando le forniture e stipulando un contratto ad hoc per l'alimentazione delle cucine e mense. Riportiamo di seguito una tabella riassuntiva con il confronto dei valori delle imposte applicate alle classi tariffarie T3 e T4, aggiornati al 1° maggio 2000 . Il valore dell'Addizionale Regionale è quello praticato in Emilia-Romagna ( fonte dati META) . |
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Classe denominazione tariffaria |
IMPOSTA ERARIALE £/m3 |
ADDIZIONALE REGIONALE £/m3 |
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T3 Altri usi |
321,68 |
60,00 |
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T4 Usi industriali e produttivi |
24,20 |
12,10 |