La FIRE, come consuetudine ormai da qualche anno, organizza ogni biennio un incontro dedicato allo stato di attuazione della normativa relativa al miglioramento dell'efficienza degli impianti termici, in attuazione della Legge 10/91. I controlli di qualità energetica imposti dal DPR 412/93 si sono da subito dimostrati sia delicati dal punto di vista politico per la novità del costo da addebitare agli utenti, sia intrinsecamente correlati con i problemi della sicurezza, tenuto conto che molte delle anomalie riscontrate negli impianti nel corso delle verifiche riguardano aspetti della Legge 46/90.
Il 2 luglio 2002 si è svolto pertanto presso l'aula dell'Auditorium della Regione Emilia Romagna un incontro organizzato in tre sessioni, dedicate rispettivamente all'esame dello stato di attuazione dei controlli previsti dai DPR 412/93 e 551/99, alle attività delle Regioni nel quadro dei decreti ed al punto di vista degli operatori del mercato. La partecipazione è stata elevata - più di cento i presenti - e lo scopo di mettere a confronto pareri, idee e difficoltà fra i vari soggetti intervenuti è stato pienamente raggiunto. Di seguito si sintetizza quanto emerso nel corso dell'evento.
La prima sessione è stata dedicata allo stato di attuazione dei due decreti presidenziali ed alla testimonianza delle esperienze vissute dai diversi relatori. Sono intervenuti rappresentanti delle province di Asti, Chieti, Enna, Livorno, Perugia e Trento e dei comuni di Modena e Padova. I fatti fondamentali emersi riguardano:
In generale, gli interventi ed i risultati di un'indagine preparatoria al Convegno condotta dalla FIRE evidenziano come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove i vari soggetti coinvolti nel dispositivo abbiano lavorato insieme ed i cittadini siano stati adeguatamente informati sulle motivazioni alla base dei controlli (sicurezza, minori emissioni ambientali, risparmio economico in grado di coprire in buona parte il costo della manutenzione periodica).
La pratica del bollino "blu", simile a quello collegato al controllo delle emissioni negli autoveicoli, sta dando buoni frutti dove applicata. Rispetto alla situazione constatata nel 2000, si è notato un miglioramento nell'applicazione dei decreti. I controlli sono ormai in esecuzione in molti casi e, considerando anche i risultati ottenuti dall'indagine precedente, si può dire che il meccanismo si è messo in moto e gli Enti Locali che ancora non sono partiti con le verifiche possono trarre utili indicazioni dai colleghi che hanno già affrontato le varie problematiche.
Nel corso della seconda sessione sono state illustrate le linee di attività previste dal progetto elaborato dalla Regione Emilia Romagna, in applicazione del ruolo di coordinamento previsto dal DPR 551/99, per il controllo e l'adeguamento degli impianti termici in un contesto pluriennale, con il coinvolgimento dei vari soggetti interessati (Enti Locali, associazioni di categoria, associazioni di consumatori). Si tratta di un progetto sicuramente ambizioso, che si inserisce nell'ambito del ruolo assegnato alle regioni dalla Legge Bassanini, già recepita dal DPR 551/99, e dalla modifica costituzionale sull'autonomia regionale. Un ruolo non solo importante, ma quasi necessario, per raccordare provvedimenti in alcuni casi discordanti ed in possibile competizione fra loro, adattandoli nel migliore dei modi alla realtà territoriale.
A tale proposito basti pensare a come raccordare i controlli previsti dal Decreto Letta, le cui linee guida stanno per essere emanate dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, che in mancanza di coordinamento rischiano di andare ad aggiungere le verifiche dei distributori di gas naturale sugli impianti da essi serviti a quelle svolte dall'Ente Locale. L'uscita del documento di consultazione dell'Autorità il 21/06/2002, ossia pochi giorni prima del convegno, ha permesso solo di accennare alla tematica nel corso dell'incontro.
La terza parte della giornata è stata dedicata alle associazioni di categoria, a quelle dei consumatori ed ai distributori di gas naturale, tirati in ballo questi ultimi dalla proposta di regolamento dell'Autorità.
Le associazioni dei manutentori e dei costruttori di caldaie hanno sottolineato il lavoro svolto, positivo specie quando concordato con gli enti locali ed i rappresentanti dei consumatori, che ha portato in molti casi alla stipula di convenzioni tipo sui costi delle manutenzioni per le famiglie. Sicuramente rimane ancora del lavoro da fare per migliorare la formazione dei manutentori e degli installatori e per tenerli in costante aggiornamento.
Ciò non solo per assicurare l'incremento dell'efficienza del parco impianti e garantirne la sicurezza, ma anche per acquisire la fiducia dei cittadini/utenti e per evitare che questi ultimi si trovino a pagare più volte la stessa prestazione e gli errori degli altri. A tale proposito è sicuramente istruttivo la schema tedesco in cui in caso di intervento non fatto a norma, il sistema interviene gratuitamente per l'utente rivalendosi sul professionista, radiato dall'albo nei casi gravi.
I rappresentanti delle associazioni di consumatori si sono detti preoccupati per il continuo aumento di "tasse" per i cittadini, che d'ora in poi dovranno pagare la manutenzione, una quota fissa per la verifica od il costo della stessa, a seconda dell'Ente Locale e della taglia dell'impianto, e una componente tariffaria per finanziare i controlli dei distributori.
Appare quanto mai opportuno un ruolo di coordinamento da parte delle regioni, volto a ottenere il massimo dei benefici con il minimo della spesa per le famiglie.
Nel sito si possono visionare le relazioni, le memorie e gli esempi di delibere e convenzioni fra Enti Locali, associazioni di categoria ed associazioni di consumatori, presentati nel corso del convegno. Sono inoltre riportati i risultati dell'indagine svolta dalla Federazione sulla base dei questionari ricevuti da varie Amministrazioni, che possono essere confrontati con quelli relativi ai dati elaborati nel 2000.