Il controllo delle caldaie fa risparmiare l’utente ed è utile per l’ambiente

Venerdì 9 giugno si è svolto un incontro a Bologna con la partecipazione di funzionari municipali e provinciali responsabili di uffici incaricati di controlli sull’efficienza energetica delle caldaie di riscaldamento individuale o centralizzato. Questa attività, avviata nel 1994 a seguito del decreto 412 del 1993, sta rendendo familiari in molte zone d’Italia i concetti di "buona manutenzione" e di "attenta gestione" degli impianti di riscaldamento così come avviene in diversi altri Paesi dell’Unione Europea e in Italia, nella Provincia di Bolzano.

Di norma il cittadino fa controllare annualmente la sua caldaia da un manutentore qualificato appartenente alla catena di vendita della caldaia o indipendente.

La legge prevede verifiche su questi controlli e ne incarica i Comuni qualora il numero degli abitanti superi i 40.000 o le Province, negli altri casi. Comuni e Province possono ricorrere per l’esecuzione di queste verifiche a propri tecnici o a personale di organismi esterni adeguatamente addestrato e qualificato.

Nello schema attuale i cittadini pagano direttamente un controllo biennale (circa £ 100.000); con le procedure indicate dalla recente revisione legislativa (D.P.R. 551/99), gli impianti di potenza inferiore a 35 kW, per i quali sia stata certificata la rispondenza alla normativa vigente, potranno essere considerati controllati e saranno, in tal caso, oggetto di verifica tecnica a campione (almeno per il 5%) con costo suddiviso tra tutti gli utenti che hanno presentato la suddetta dichiarazione.

Una volta che il sistema di verifiche avrà raggiunto la piena operatività si avrà come risultato immediato un miglioramento e una qualificazione delle attività di manutenzione e una maggiore attenzione di tutto il mondo che ruota attorno all’impiantistica termica.

I benefici attesi da questa operazione sono:

Superate le difficoltà iniziali viene così a costituirsi un circolo virtuoso di migliore qualità, migliore sicurezza, minore inquinamento, con costi aggiuntivi pressoché nulli per i cittadini. Dall’incontro si portano ad esempio alcuni dati: la Provincia di Ferrara ha effettuato 600 controlli nel 1999, ha individuato un rendimento medio del 90% rispetto all’88% misurato nel 1996, ha occupato in maniera diretta nella gestione dei controlli 10 tecnici e 200 posti di lavoro sono stati creati in maniera indiretta nell’attività di manutenzione; ipotizzando una spesa media per il riscaldamento nell’ordine di £ 1.800.000 all’anno, e un aumento di efficienza del 4%, si ha una riduzione di spesa di £ 72.000 l’anno; valore che copre gli extra costi di una manutenzione accurata, convenzionata a £ 170.000 l’anno, rispetto ai costi di una manutenzione usuale. Alla collettività rimangono i guadagni di minor consumo e della maggiore occupazione. Il Comune di Modena fornisce alcuni dati globali. Dopo l’attivazione del servizio di verifica si è avuta una diminuzione dei consumi di gas nell’ordine del 5% che porta per il biennio ‘88-’89 a una minore spesa, corretta dalla stagionalità, di 8.600 miliardi, dietro una spesa per la manutenzione di 4.800 milioni, con circa 4 occupati diretti e 40 indiretti. Al di là delle varietà delle stime rispetto ai dati di Ferrara, si evidenzia a regime un costo economico aggiuntivo trascurabile o addirittura un vantaggio per il singolo cittadino.

A tutt’oggi la politica dei controlli è stata attivata da molte amministrazioni, in varie Regioni. 17 Province e 7 Comuni hanno presentato durante l’incontro dati sui risultati ottenuti; il principale ostacolo all’applicazione più allargata è costituito dal timore degli amministratori che questa attività venga percepita dai cittadini come un ulteriore balzello sulla casa, tipo SOCOF, e dal timore che l’opposizione cavalchi il fuoco delle proteste. Un ulteriore freno è legato alle difficoltà di considerare oltre gli aspetti di efficienza, gli aspetti di sicurezza degli impianti che la legislazione vigente assegna ad altri soggetti (VVFF, ASL, etc.).

La risposta a questi problemi viene da un insieme di azioni basate su:

L’aggiornamento normativo D.P.R. 551/99 tiene conto del decentramento delle responsabilità nel settore energetico e prevede un ruolo specifico di coordinamento per le Regioni, che potranno operare per eliminare sovrapposizioni di controlli o procedure e semplificare, utilizzando le iniziative già in essere, le procedure per il raggiungimento degli obiettivi. Potrà essere necessario attivare interventi di tipo assistenziale in quelle situazioni, tipo pensionati sociali, che si trovano in effettiva difficoltà nell’attivare una regolare manutenzione, evitando che dietro all’esistenza di obiettiva difficoltà si copra una situazione di inerzia ed omissione verso impianti spesso in stato di incuria a danno della qualità della vita delle nostre città.

L’incontro è stato organizzato dalla Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia con il patrocinio di ANCI ed UPI , con la collaborazione dell’OPET ENEA – ISNOVA e la partecipazione di esperti di Comuni, Province e ENEA.