Roma, 5 ottobre 2007
Ospedale Sant'Andrea
L'incontro "Identificazione, omogeneizzazione dei dati e caratterizzazione dei consumi nelle Asl del Lazio", svoltosi in ottobre 2007 è stato un momento di confronto tra energy manager, rappresentanti istituzionali ed aziendali e FIRE. Sono emersi alcuni importanti spunti:
Ad aprire la riunione è stato il dott. Malatesta che, facendo gli onori di casa, ha evidenziato l'importanza di aver concordato un incontro tra le Asl del Lazio.
Quindi hanno preso la parola l'ing. Di Santo, che ha portato i saluti della FIRE e ha tracciato brevemente le motivazioni dell'incontro, e l'ing. Tomassetti che ha promosso l'incontro al fine di confrontare i diversi punti di vista delle ASL in materia di risparmio energetico, di consumi, di iniziative, nonché con lo scopo di valutare la possibilità di definire delle tematiche da trattare in futuro.
Durante il suo intervento Tomassetti ha sottolineato come ad oggi in Italia sono circa 200 gli energy manager nominati nel settore sanità, anche se ancora limitate sono le ricadute nelle attività legate al risparmio energetico o allo sfruttamento delle risorse finanziarie da destinare alla riduzione dei consumi. La FIRE ha portato avanti degli studi su tali tematiche, cercando di reperire dati che possano in qualche modo collocare un quadro chiaro e dettagliato delle caratteristiche dei consumi nella Sanità. Ciò che è emerso da questa esperienza è una certa carenza dei dati stessi che dipendono anche dal ruolo debole del responsabile dell'energia nel coordinamento delle strutture dove opera e dalla pratica di delegare a società terze di gestione del funzionamento di alcuni impianti o servizi. Altri spunti di riflessione sono emersi dalla presentazione dei risultati dell'indagine condotta dalla FIRE a ridosso dell'incontro sui consumi energetici delle ASL del Lazio svoltosi in luglio, qui riassumibili:
E' quindi iniziato un giro di presentazione tra i convenuti, che hanno esposto in sintesi la loro esperienza, hanno espresso osservazioni, opinioni e in alcuni casi avanzato proposte ed iniziative.
Interessante è stato l'intervento di Matteo Tripodina, energy manager del Sant'Andrea, che ha illustrato il piano energetico ambientale dell'azienda ospedaliera.
All'interno del complesso del Sant'Andrea la quasi totalità degli usi di energia avvengono mediante un sistema centralizzato di produzione dotato di un sistema di regolazione e controllo remoto che consente di monitorare ed ottimizzare i prelievi per gli usi finali come ad esempio la regolazione delle temperature dei singoli locali.
L'implementazione di impianti di questo tipo richiede investimenti che possono essere recuperati dalla gestione razionale dell'energia.
Il Programma costituisce lo strumento di partenza per l'avvio di una gestione attiva delle politiche energetiche dell'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea.
" Dagli obiettivi del programma energetico della struttura ospedaliera scaturiscono, tra l'altro, azioni mirate a:
Quindi ha preso la parola l'ing. Roberto Ballarotto (Regione Lazio), il quale, dopo aver ricordato una delle iniziative promosse dalla Regione in ambito energetico, lo Sportello per Kyoto, ha parlato delle difficoltà che si incontrano, soprattutto a carattere burocratico, nel portare avanti il programma di promozione del risparmio energetico negli ospedali. Di positivo è emerso che si è riusciti a non far scadere l'ultima data del 2 ottobre relativa alla richiesta di finanziamento degli audit previsti dal decreto ministeriale del 22 dicembre 2006.
Inoltre ha osservato che la procedura sulle diagnosi è partita con la possibilità di orientarsi in due direzioni alternative:
- trovare una formula per cui in quegli ospedali in cui c'è la presenza di ditte esterne che operano con servizio energia si instauri con quest'ultime una collaborazione per la realizzazione delle diagnosi
- non coinvolgere nel programma quelle strutture ospedaliere che hanno in atto un contratto di servizio energia.
La strada migliore da perseguire dovrebbe essere la prima, quindi è importante, e questo è un altro punto di rilievo emerso dall'incontro, avviare con tali ditte esterne un rapporto di reciproco sostegno nel reperire i dati di consumo. È, infatti, importante attivare il monitoraggio dei consumi delle ASL perché serve a definire i numeri per il successivo appalto, quindi a valutare se l'insieme dell'operato è stato positivo e se vale la pena di avviare nuovi interventi su tale scia.
Quindi una proposta emersa è: creare un gruppo di lavoro che possa operare in questa direzione, confrontare i progetti, i costi, i risultati creando le basi per partecipare alla definizione del un nuovo contratto in futuro alla scadenza dell'attuale. Essenziale per far ciò è che ci sia una parte attiva della Regione e che ci siano le conoscenza dei dati e l'impegno da parte delle ASL di ricercare i consumi e renderli noti.
Il prof. Cordiner ha quindi preso la parola, ponendo l'attenzione sulla differenza di ruoli, posizioni e strumenti a disposizione, che a volte si registra tra l'energy manager nominato internamente dall'azienda e quello che opera dall'esterno. Quindi ha parlato dell'importanza della formazione degli utenti della struttura ospedaliera e della difficoltà riscontrata nell'attivare questo meccanismo.
Infine, ha spostato l'attenzione sulle diagnosi e sulla difficoltà di reperire i dati: al Policlinico Tor Vergata, ospedale in espansione, si registra, ad esempio un incremento dei consumi legato ai posti letto. Quindi rispetto a quale valore di riferimento muoversi? Come monitorare?
L'ing. Tomassetti ha quindi sottolineato che le diagnosi senza il monitoraggio non si possono realizzare, e parallelamente ha proposto un altro obiettivo che si potrebbe fissare ossia di far partecipare in prima persona gli energy manager alla formulazione dei contratti che si concretizzeranno tra due anni nel nuovo bando di gara.
Sempre rimanendo su questo argomento e sul ruolo del responsabile per l'uso razionale dell'energia, quest'ultimo, a parere dell'ing. Pelella deve dare la chiave di lettura esatta delle questioni energetiche relative alla Asl.
A questo punto il prof. Indovina ha espresso alcune opinioni soprattutto riguardo il rapporto tra ditte esterne ed ente ospedaliero, caso del San Filippo Neri. Ribadisce la necessità una collaborazione con le stesse al fine di reperire i dati, ritenendo importante il confronto tra i dati dei vari ospedali del Lazio. Ha quindi parlato della proposta di riqualificare gli impianti del San Filippo Neri a costo zero (attraverso il meccanismo delle ESCo).
L'Arch. Agger, che fa parte del Nucleo di valutazione degli investimenti in Sanità (Ministero della Salute) ha espresso alcune osservazioni di rilievo nel contesto dell'incontro. Suggerisce di non perdere di vista il Ministero, di stimolarlo affinché anche l'ambito energetico dell'ospedale sia tenuto in considerazione quando si elargiscono i finanziamenti, in considerazione anche dell'art.20, che prevede molti fondi a disposizione per la ristrutturazione. Due proposte interessanti sono arrivate anche dal dott. Calamea, il quale si è impegnato a contattare gli attori politici regionali per reperire eventuali dati sui consumi simili quelli raccolti dalla FIRE tramite il questionario. Inoltre, facendo parte del nucleo di valutazione, cercherà nei tempi necessari di avviare iniziative per investire in eventuali progetti energetici.
Sempre sulla difficoltà della raccolta dati è intervenuto l'energy manager della ASL Rieti, Marcello Fiorenza, che ha sottolineato come questa attività risulta ancora più difficile in una Asl come quella seguita da lui, dove ci sono ben 42 realtà ospedaliere da monitorare.
A parer suo bisogna guardare al 2007 come all'anno zero, collaborare quindi con le ditte esterne che hanno vinto la gara ed intervistarle per ottenere i dati. Ci sono poi fondi europei con cui si possono realizzare i progetti regionali.
L'ing. D'Aprile fa parte del nucleo di valutazione della Regione Lazio e ha posto l'accento su un altro aspetto che necessita di essere affrontato. Rileva che i progetti presentati al nucleo non sono chiari e specifici e spesso non sono esaminati dal punti di vista energetico. Questo accade perché sono elaborati da persone non competenti, quando in questa fase potrebbe essere determinante il coinvolgimento dell'energy manager.
Infine ha parlato il dott. Claudio Baffioni che coordina il progetto Roma per Kyoto, che ha l'obiettivo di stilare un piano per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Per far questo si è stilato nel 2006 un accordo con altri 30 soggetti sul territorio laziale.
Fino ad ora sono state evitate 250 mila tonnellate di CO2 rispetto al milione previsto entro il 2012. E' importante, conclude Baffioni, che anche il settore della Sanità riduca i consumi poiché di conseguenza si avrebbe una fortissima potenzialità di riduzione delle emissioni.
L'ing. Di Santo ha quindi chiuso la riunione salutando i presenti e ricordando le attività promosse dal progetto Equem, che ha come obiettivo principale la qualificazione del "Tecnico esperto in gestione dell'energia", attraverso un sistema di certificazione delle competenze, basato su un processo di formazione continuo on-line.