WORKSHOP
La sala convegni della Regione Campania di Napoli ha ospitato il 5 marzo 2006 il seminario "Promozione di una rete di Energy Manager operanti in Campania". L'evento, che si inserisce nel quadro di attività previste dal Progetto Operativo Energia del Programma Comunitario "QCS 2000 - 2006 PON ATAS - Assistenza Tecnica Misura 1.2 FESR", è stato realizzato dall'ENEA in collaborazione con la Regione Campania e con il supporto della FIRE ed ha visto come coordinatore l'ing. Guerriero, dirigente dell'Area Energia della Regione Campania.
A dare inizio ai lavori è stato proprio l'ing. Guerriero che ha introdotto questa seconda edizione del seminario (la prima si svolse il 30 settembre 2003), e gli argomenti affrontati durante il Workshop. Come previsto dal PON ATAS, l'incontro ha avuto l'obiettivo di sviluppare il tema degli strumenti normativi e operativi a servizio della P.A. per rendere operante l'energy manager e per finalizzare il suo lavoro all'attuazione della politica energetica regionale. Guerriero ha parlato dell'importanza di attivare una rete di energy manager in Campania, che fino ad oggi non ha avuto modo di decollare, soffermandosi su due problemi rilevanti riscontrabili nel settore energetico, ossia la carenza di professionalità e, nel contempo, la presenza sul territorio di informazioni distorte circa le problematiche energetiche e le soluzioni per risolverle. A ciò si affianca la mancanza di supporto normativo per le ESCo.
L'ing. Di Santo (FIRE) ha poi preso la parola incentrando il suo primo intervento sull'importanza di promuovere l'efficienza energetica, che può contribuire a stabilizzare la domanda di energia e dà impulso allo sviluppo sostenibile delle risorse, facendo risparmiare denaro al singolo ed allo Stato. A ciò si affianca l'importanza di portare avanti una corretta manutenzione e gestione degli impianti, essenziale per poter parlare di efficienza energetica, e di puntare sulle tecnologie, nonché sui programmi volontari miranti a promuovere elettrodomestici "efficienti". A supporto di ciò, continua Di Santo, ci deve essere un quadro normativo adeguato, che già in buona parte esiste sia a livello comunitario, (es. la recente direttiva 2006/32/CE sui servizi energetici), che nazionale. D'altra parte esistono anche degli ostacoli alla diffusione degli interventi di miglioramento dell'efficienza, come l'incertezza nei mercati e la scarsità delle risorse economiche e finanziarie (soprattutto se si entra nel merito delle ESCo) o l'esigenza formativa, che dovrebbe prevedere una preparazione non solo tecnica, ma anche ambientale, economica e comunicativa. In questo quadro, bisognerebbe valorizzare l'energy manager (attualmente in Campania ne sono stati nominati 65), fornendogli strumenti per svolgere l'attività lavorativa e costituendo una rete regionale per consolidare questa figura. Di Santo, poi, dopo aver parlato della DGR Campania 3835 del 23/12/03 e della nuova funzione di verifica e controllo introdotta dal d.lgs. 192/05 per gli energy manager che operano nella P.A, ha concluso con alcune considerazioni sulle ESCo, su come operano, sul problema delle risorse finanziarie e delle banche, non ancora pronte ad inserirsi nel meccanismo.
Il terzo intervento è stato dell'ing. Tomassetti, vice presidente FIRE, che ha illustrato gli strumenti disponibili per le Regioni e gli Enti Locali per l'attuazione dei piani energetici regionali. Tracciando un quadro evolutivo degli strumenti dal 1980 ad oggi, Tomassetti ha evidenziato come in passati i PER avevano un carattere tipicamente governativo, si basavano sulla prospettiva di essere accompagnati e seguiti da incentivi economici e da disposizioni legislative. Venivano forniti finanziamenti in conto capitale, ma questo sistema presentava delle pecche, come l'incapacità di produrre un autonomo sviluppo del mercato in grado di automantenersi. A livello normativo il DPR 412/93 prevedeva per la P.A. l'adozione, nelle nuove realizzazioni edilizie o ristrutturazioni, di interventi di efficienza energetica: l'obbligo è stato del tutto disatteso. Dunque per raggiungere gli obiettivi, afferma Tomassetti, bisogna cambiare metodo, ampliando il portafoglio degli strumenti. Bisogna puntare sui finanziamenti, che dovrebbero concentrarsi sui progetti, sulle diagnosi nonché sulla formazione e la comunicazione; sui regolamenti edilizi, che sono una guida soprattutto per i progettisti, che, osservandoli, possono rispettare i vincoli nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni; sulle concessioni edilizie, per le quali l'Ente Locale deve verificare che il bilancio porti benefici sia ai consumatori sia a coloro che hanno accettato le proposte di intervento (esempio del Comune di Rimini). Ed ancora, è importante la pianificazione territoriale contrattata, che può presentare difficoltà a far convergere gli interessi dei vari soggetti, l'integrazione con i programmi di promozione sull'imprenditoria e di formazione, per i quali il supporto delle ESCo è fondamentale, la creazione di una struttura di supporto per l'attuazione dei PER, di un fondo di garanzia, poiché le nuove strutture vanno aiutate a trovare i finanziamenti necessari ad investire e a far crescere il mercato e la promozione di attività di comunicazione.
L'ing. Di Santo ha successivamente esposto il meccanismo previsto dai DM del 20 luglio 2004, ripreso negli ultimi anni dalla Francia e adottato come esempio dagli altri Paesi comunitari, e le azioni attivabili dalle Regioni e dagli Enti Locali. Per ciò che riguarda il mercato, un dato rilevante è che da marzo 2006 sono iniziate le prime sessioni del mercato curato dal Gestore del mercato elettrico, che ha dato i primi segnali di prezzo; bisognerà vedere si riuscirà a star dietro agli obiettivi previsti, che tendono ad aumentare negli anni. In questa fase iniziale il meccanismo sta dimostrando che nel prossimo futuro il ruolo principale lo avranno le ESCo, perché gli interventi dell'anno scorso sono in maggior parte realizzati dalle Energy Service Company. In tale scenario l'energy manager non può ottenere titoli, come i distributori e le ESCo, ma può concordare gli interventi con le questi ultimi, validandone e monitorandone le proposte, beneficiando indirettamente della vendita del titolo del recupero in tariffa. Inoltre, gli Enti locali possono anch'essi stipulare accordi con le ESCo ed i distributori per realizzare interventi presso i propri impianti (adempimenti DPR 412/93), promuovere gli interventi presso la cittadinanza, determinare gli obiettivi di risparmio energetico per i distributori attraverso le concessioni sul gas, ecc. L'accordo fra il Comune di Rimini e la locale società di distribuzione del gas è un esempio di collaborazione che può portare a massimizzare i benefici per l'Ente ed il distributore. I DM hanno affidato dei compiti anche alle Regioni, che, tra l'altro, possono svolgere attività di verifica e certificazione dei risparmi e che riceveranno attraverso un apposito decreto ministeriale dei fondi derivanti dal meccanismo dei decreti per realizzare diagnosi energetiche.
Si sono poi susseguiti gli interventi di due rappresentanti di ANEA e AGEAS. Per la prima Agenzia ha parlato l'ing. Macaluso, che ha spiegato cosa è l'ANEA, le motivazioni per cui è nata, ossia per promuovere i temi dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, e quali sono le attività di cui si occupa, principalmente energia e mobilità, settore in cui ci sono i maggiori consumi ed inquinamento. Da poco è stata emanata la direttiva sui servizi energetici, la 32/2006, i cui obiettivi per essere realizzati necessitano dell'impegno di tutti i soggetti, con un ruolo importante per le agenzie. Tra le attività in corso ce en sono alcune che prospettano notevoli opportunità finanziarie, come i programmi europei (E-ATOMIUM e CITY INSTRUMENTS). Inoltre è svolta anche una funzione di promozione di una corretta manutenzione delle caldaie, così che possano, durante l'esercizio, inquinare e consumare meno, sono portate avanti la campagna di incentivi del comune di Napoli per il solare termico (50% in contributi in conto capitale) e assieme al MAP e al Renael, l'attività di formazione sulle Fonti rinnovabili. Infine l'ANEA svolge assistenza per la realizzazione di impianti fotovoltaici e promuove il progetto europeo DISPLAY, coordinato da Energia Cities.
Per l'AGEAS è poi intervenuto l'ing. Nicoletti, descrivendo le attività svolte dall'Agenzia, che si esplicano soprattutto in informazione, formazione e pianificazione. La prima si sviluppa con campagne Take off rivolte a consumatori, per sensibilizzarli al risparmio, alle scuole, agli Enti Locali ed alle imprese. Un'altra iniziativa promossa nella Provincia di Salerno è intitolata " Accendi il risparmio" che prevede la distribuzione di lampadine ed opuscoli per conseguire il risparmio energetico. L'attività di formazione deve partire dal basso, afferma Nicoletti, dunque l'attività formativa è stata avviata anche nelle scuole, con iniziative che prevedevano anche delle attività in classe e dei premi per i lavori più meritevoli. Agli Enti Locali, invece, oltre all'invio di newsletter periodica informativa sulle attività dell'AGEAS e non solo, si è puntato sull'illuminazione pubblica, sui depuratori, sugli impianti fotovoltaici nei cimiteri. Per ciò che riguarda le imprese, si sono avviate con quelle casearie alcune analisi energetiche, attraverso le quali si è avviato un percorso che porterà tali aziende a risparmiare energia. A queste si sono aggiunte in una seconda fase le imprese edili. Nell'ambito dell'accordo MAP - RENAEL l'Agenzia è destinataria di un'iniziativa, che dovrebbe promuovere e sviluppare lo sviluppo sostenibile e che si incentra sul Protocollo di Kyoto: in che modo si applica sui singoli territori, come vengono coinvolte le aziende, ecc. Si è visto che le imprese edili sono molto energivore, ed hanno intrapreso la strada della sostenibilità, installando impianti fotovoltaici ed intraprendendo altre iniziative per il risparmiare.
Ha chiuso l'incontro l'arch. Di Santo della Regione Campania, che ha sottolineato ancora una volta l'importanza di promuovere l'efficienza energetica e la rete degli energy manager nella Regione, insieme all'importanza di formare una cultura rivolta all'attenzione diffusa agli aspetti energetici ed ambientali, in grado di formare quel terreno su cui innescare le attività delle aziende e dei professionisti.
Alla fine della mattinata i partecipanti al Workshop hanno espresso le loro opinioni ed i punti di vista in un interessante dibattito. Si segnalano alcuni spunti emersi nel corso dei lavori.
In chisura di convegno un funzionario del settore agricoltura della Regione ha illustrato velocemente la recente DGR 283 del 24 marzo 2006, che delinea gli interventi di risparmio nel settore agricoltura. Sono previste tre tipologie di interventi finanziari: incentivi per incrementare le superfici coltivate a biomasse, per l'utilizzo di biomasse per autoproduzione di energia e per il risparmio energetico prodotto da altre fonti rinnovabili nelle aziende agricole. L'uscita del bando è prevista a breve.