Convegno FIRE

La professione dell'energy manager: esempi ed opportunità

Milano, 4 dicembre 2007
Centro Congressi Palazzo delle Stelline

Atti

Il convegno, organizzato per festeggiare i vent'anni della fondazione della FIRE, è stato l'occasione per la diffusione e lo scambio di esperienze di energy management nei vari settori - industriale, terziario e pubblica amministrazione - con il coinvolgimento di esperti ed energy manager. Sono state illustrate le novità legislative di interesse per chi opera nell'ambito dell'efficienza energetica, le numerose attività che la FIRE ha in essere o sta per avviare, le buone pratiche legate all'attività svolta dagli energy manager.
Nel corso dell'incontro è stato inoltre presentato il nuovo progetto FIRE relativo alla qualificazione delle competenze dei tecnici esperti in gestione dell'energia.

Prima sessione

Ad aprire i lavori convegnistici è stato l'ing. Tomassetti che ha portato i saluti della FIRE e ha espresso qualche considerazione sulla figura dell'energy manager, e sugli argomenti principali su cui si è incentrato l'incontro.
Quindi ha passato la parola al primo relatore, il dott. Andrea Galliani dell'AEEG che ha parlato degli interventi dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas in materia di piccola produzione cogenerativa, definendo anche cosa si intende per cogenerazione ad alto rendimento ossia quella che soddisfa le condizioni previste dalla deliberazione n. 42/02, e dalla delibera n. 296/05, che ha aggiornato i valori del rendimento di riferimento e si applica agli impianti di nuova realizzazione. Dal momento che quest'ultima fa riferimento al biennio 2005/2007, ci sarà bisogno a breve di un nuovo aggiornamento per il quale c'è già stata una consultazione lo scorso luglio. La delibera sarà disponibile nei prossimi giorni e molto probabilmente confermerà tutto ciò che già esiste. Passando alle connessioni alla rete elettrica, si hanno due filoni: alta tensione, basato su principi stabiliti dall'AEEG per le imprese distributrici e TERNA, e bassa tensione, regolata dalla delibera n. 89/07 che ha definito un criterio standard univoco per tutti. Galliani ha quindi sottolineato che il D.Lgs. n. 20/07 impone l'adozione di condizioni "particolari" per agevolare l'inserimento delle cogenerazione, sulla bse di ciò l'Autorità, con il doc. cons. n. 30/07, ha proposto di estendere alla cogenerazione ad alto rendimento le condizioni particolari già adottate o da adottare per le fonti rinnovabili. Quindi è passato al tema del ritiro dedicato, ovvero la cessione dell'energia elettrica prodotta e immessa in rete da tutti gli impianti di potenza inferiore a 10MVA e da quelli a fonti rinnovabili "non programmabili" di taglia qualunque. Il ritiro dedicato include semplificazioni ma non incentivi che competono al governo. Dopo aver spiegato il rapporto tra produttori e GSE a partire dall'1 gennaio 2008 per ciò che riguarda il ritiro dedicato, Galliani ha concluso parlando dello scambio sul posto; con il doc. cons. n. 30/07 l'Autorità ha proposto, nel caso di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, che a partire dall'1 gennaio 2008, il GSE regoli a condizioni amministrate non solo i saldi negativi (cioè in prelievo) ma anche quelli positivi (cioè in immissione). La consultazione è ancora aperta; tutti gli interessati sono invitati a inviare osservazioni.

E' stata quindi la volta di Matteo Tripodina, energy manager dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, che ha esposto l'evoluzione delle attività legate all'energia nell'Azienda ospedaliera, ripercorrendole attraverso il piano energetico ambientale, adottato al fine di diminuire l'impatto ambientale dell'edificio e delle attività in esso svolte. All'interno del piano sono state individuate le aree d'intervento per ridurre l'impatto ambientale e contribuire al risparmio energetico: energia elettrica, termica, acqua e fabbricato. Su queste basi il programma prevede la realizzazione di alcune azioni: attività di Audit energetico aziendale, introduzione di attrezzature e tecnologie a basso costo di esercizio ed energeticamente efficienti, certificazione energetica dell'involucro edilizio, introduzione di fonti rinnovabili mediante l'adozione di sistemi di autoproduzione di energia, formazione del personale e sensibilizzazione dei pazienti sui temi del risparmio energetico.
All'interno del complesso del Sant'Andrea la quasi totalità degli usi di energia termica sono serviti da un'unica centrale, con un sistema di regolazione e controllo remoto che consente di monitorare ed ottimizzare i prelievi per gli usi finali come ad esempio la regolazione delle temperature dei singoli locali. L'implementazione di impianti di questo tipo richiede investimenti che possono essere recuperati dalla gestione razionale dell'energia. Tripodina ha calcolato che per l'anno 2006 la domanda energetica complessiva si è attestata ad un valore pari a 5.397 tep ovvero, considerando i 450 posti letto assegnati dalla Regione Lazio all'Ospedaliera, un costo energetico per posto letto paria 12 tep/P.L. Sono in programma 11 interventi: installazione di generatori fotovoltaici, eolici e di trigenerazione, riqualificazioni del complesso edificio-impianto, recupero idrico per innaffiamento.

Il terzo intervento è stato del dott. Luciano Blasi, energy manager del gruppo Poste Italiane, che ha sottolineato come ci sia bisogno di una gestione particolarmente accurata per la realtà multiforme di Poste, azienda che conta un patrimonio di oltre 14.000 immobili, 150.000 dipendenti, 50.000 veicoli e altre attività correlate. Nel 2004 Poste Italiane si è dotata di un "Progetto Speciale Energia", strumento per la gestione dei propri asset energetici. Considerata la dimensione dell'azienda, il primo tipo di attività è stata quella di creare una mappatura per definire i costi interni e le interdipendenze tra i diversi soggetti aziendali. E' stato quindi necessario ricercare interlocutori interni da coinvolgere in un logica di affiancamento e non di contrapposizione.
Attualmente Poste Italiane acquista energia elettrica sul mercato libero per poco meno del 70% dei suoi fabbisogni, mantenendo un terzo degli acquisti sul mercato vincolato. Nel 2003 Poste ha iniziato a portare 38 propri siti sul mercato libero, nel 2004 ha ottenuto lo status complessivo di cliente idoneo ed ha spostato altre 4.500 punti sul mercato libero, nel 2006 si raggiunge una tappa importante con la costituzione in struttura dell'Energy Management, infine nel 2007 si crea Posteenergia una società del gruppo dedicata all'acquisizione dell'energia elettrica. Blasi si è quindi soffermato sulla progettazione della piattaforma SFINGE (Sistema di Flussi INtegrato per la Gestione Energetica) e di un Master Plan i cui interventi sono finalizzati alla creazione di valore dell'asset anche in termini di adeguamento alle funzioni prospettiche di utilizzo e alla promozione e supporto delle best practice in campo energetico, in linea con le direttive della Commissione europea rilasciate nell'anno 2005 ("Green paper on energy efficiency"). Tali linee di intervento comprendono alcune priorità d'azione: una Piattaforma di supporto alla gestione del "sistema energia", un Presidio Aziendale per la gestione della risorsa energetica, la ristrutturazione di immobili energivori, l'attivazione di politiche di acquisto di beni energetici, l'avvio di programmi di formazione del personale, informazione e comunicazione.

Dopo l'esempio di Poste Italiane l'ing. Roberto Gerbo ha illustrato l'esperienza di energy manager in Intesa San Paolo, gruppo con la medesima caratteristica di capillare distribuzione sul territorio Nazionale, con un complesso immobiliare e impiantistico articolato di dimensioni complessive notevoli. I singoli edifici del Gruppo considerati singolarmente non registrano consumi energetici elevati, ma in un'ottica globale questi risultano molto alti. La parte preponderante dei consumi è quella elettrica, dovuta principalmente all'utilizzo di macchine di ufficio, di impianti di illuminazione e di impianti di climatizzazione. Per le zone del centro-sud l'energia elettrica è spesso l'unica fonte utilizzata, infatti anche le necessità di riscaldamento sono soddisfatte da pompe di calore elettriche ad aria (che nel periodo estivo forniscono la refrigerazione, invertendo il ciclo). Stimando pari a 400.000 addetti i lavoratori del sistema Bancario-Assicurativo (di cui 350.000 bancari e 50.000 assicurativi), ne risulta un consumo annuo pro capite di circa 6.500 kWh/addetto di energia elettrica (naturalmente tale parametro considera l'insieme di tutte le attività bancarie, sia quelle di sede centrale che quelle della rete commerciale). Le cause di maggior consumo degli impianti di condizionamento invernale ed estivo, oltre che connesse a un utilizzo orario non uniforme degli impianti, sono attribuibili alle carattristiche dell'involucro edilizio, a una non corretta manutenzione (rendimenti di combustione, etc.) e alla vetustità e non corretto dimensionamento che richiedono interventi di adeguamento/miglioramento nell'ottica dell'efficienza energetica. Interessante notare che la fornitura del gruppo bancario è completamente riconducibile ad energia idroelettrica.

Ha successivamente preso la parola Stefano Lucchi, che ha descritto gli interventi di efficienza energetica che ha contribuito a realizzare in qualità di energy manager nella Cartiera del Garda. Dal punto di vista energetico, il gas naturale viene utilizzato in minima parte per il processo della cartiera, il resto brucia in turbine a gas, cogenerando energia elettrica e termica. Va notato che lo stabilimento attualmente non è connesso alla rete nazionale, se non per 3-4 MWe; questo impone all'impianto di cogenerazione un alto livello di affidabilità. Nella centrale sono installate 4 turbine a gas, 2 turbine a vapore e 3 caldaie di recupero. Per ciò che riguarda i consumi, la cartiera si può considerare un'industria ad alto consumo energetico: 86 Milioni di Sm3/anno di gas naturale utilizzati, con un fabbisogno medio di 21 MWe (in BT ed in MT) e 42 MWt. Alla luce di questi dati, continua Lucchi, buona parte degli interventi nella cartiera sono rivolti al risparmio energetico, con tempi di payback inferiori a 1 anno o compresi tra 1 e 3 anni. Il primo gruppo di interventi ha puntato sulla riduzione del consumo di energia di processo quindi è stato avviato un controllo della composizione dei prodotti di combustione, è stato intensificata la manutenzione e il rinnovamento dei bruciatori; oltre a ciò sono stati effettuati interventi sull'illuminazione, sono ridimensionate le principali utenze elettriche, installati inverter per utenze a carico variabile, nonché sostituiti gradualmente i motori a bassa efficienza. Per ciò che riguarda il consumo termico, invece, si è cercato di limitare le perdite con la coibentazione ed utilizzando in "cascata" l'energia termica disponibile. Sono previsti anche interventi miranti al miglioramento della cogenerazione, attuando il progetto AGPOWER, che intende raggiungere un rendimento globale pari a 85% rispetto all'attuale 71%. Tale progetto prevede la posa di tubazioni per il teleriscaldamento di Riva del Garda, trasformando la posizione dello stabilimento a ridosso della città, da vincolo in opportunità. Dal punto di vista impiantistico sono previste pompe di calore e assorbitori, che permetteranno di migliorare l'efficienza del sistema e di valorizzare attraverso la rete i cascami termici altrimenti dissipati.

Il testimone è passato all'ing. Mauro Antonetti, che nella sua attuale veste di energy manager libero professionista, ha proposto non un esempio particolare di energy managment ma una visione generale del lavoro svolto in questi anni. L'esperienza in azienda non è stata semplice, ha affermato Antonetti, soprattutto nei casi in cui è difficile per l'energy manager sviluppare le sue capacità. Nonostante ciò la prospettiva potrà essere più positiva in futuro, soprattutto perché si assiste ad una crescita significativa dei costi energetici, che conduce ad una attenzione particolare, rilevabile negli ambienti politici nazionali e comunitari (obiettivi 20 20 20); cresce quindi uno spazio per gli energy manager. Inoltre, possono essere sfruttate le attività di energy managment per ricercare risultanti brillanti sia sotto il profilo tecnologico, che operativo, che di mercato.
Esistono poi 2 mondi ulteriori da prendere in considerazione: quello dei clienti, dei consumatori di energia, che possono aggregarsi in consorzi o associazioni, accanto a cui ci sono i consumatori medi e piccoli. La figura dell'energy manager deve rappresentare il riferimento qualitativo che si rivolge ai vari soggetti precedentemente illustrati: i grandi clienti che hanno bisogno di integrare nel loro organico personale qualificato nel settore energia e i clienti aggregati. Accanto alle realtà come Poste Italiane o Intesa San Paolo ci sono soggetti che non hanno una conoscenza così accurata del sistema e che necessitano di interventi di accompagnamento nella prima fase di auditing, per poi poter realizzare adeguati interventi di efficientamento energetico. Antonetti ha infine toccato l'argomento delle ESCo e del rapporto di garanzia che ci potrebbe essere tra l'azienda l'energy manager e la società di servizi energetici.

Il dott. Vincenzo Tricarico e l'ing. Antonella Cambio del Ministero della Giustizia hanno esposto le attività portate avanti nel settore energetico. Nel 2002 è nato il Gruppo di Studio per l'utilizzo delle energie alternative in ambito penitenziario, che inizialmente ha trattato le proposte di iniziative avanzate da soggetti, quasi sempre privati, nel campo del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. Successivamente il gruppo si è dato degli obiettivi concreti da raggiungere nel tempo per realizzare interventi. In Italia ci sono circa 215 istituti penitenziari per adulti, con una notevole spesa legata ai consumi elettrici, di gas naturale o gasolio. Alcuni istituti sono veri e propri opifici, poiché all'interno ci sono attività di tipo industriale realizzate dagli stessi detenuti. L'obiettivo, rispetto a questi dati, è stato quindi non solo di risparmiare energia ma anche di fornire ai detenuti occasioni per una formazione professionale e per acquisire competenze da spendere una volta scontata la pena. Si è quindi voluto realizzare un programma di solarizzazione degli istituti penitenziari, che scaturisce da un protocollo tra il Ministero dell'ambiente ed il Ministero di grazie e giustizie. Ad oggi il programma è già in fase di attuazione. Altra iniziativa è quella legata alla realizzazione di interventi di razionalizzazione energetica con finanziamento tramite terzi attraverso tecniche di miglioramento del processo di trasformazione e di utilizzo dell'energia (D.P.R. 412/93). Con gli studi di fattibilità sono stati individuati 14 istituti in tre regioni: Piemonte, Toscana, Emilia Romagna. Si è sviluppato un capitolato che tra l'altro prevede la realizzazioni di impianti di cogenerazione diffusa e l'adozione di misure specifiche di razionalizzazione dei consumi. L'Amministrazione mette a disposizione un importo pari alla somma delle spese storiche elettriche, termiche e di manutenzione dei singoli istituti costituenti il lotto, per sette anni.

L'ing. Di Santo, direttore della FIRE, ha chiuso la prima sessione convegnistica illustrando l'evoluzione delle attività della Federazione. Dopo aver tracciato un breve escursus storico della Federazione, il progressivo passaggio della struttura interna da risorse di personale messe a disposizione dall'ENEA a risorse proprie, Di Santo ha delineato le novità introdotte per i soci, come l'Annuario, o le integrazioni del sito della Federazione che si è arricchito di una pagina dedicata alla stampa ed ai media. Quindi ha descritto le attività avviate e/o rafforzate negli ultimi anni come i convegni, i corsi di formazione FIRE e quelli condotti in collaborazione con l'ENEA, il master ERM (Energy Risk Management). Ha parlato dei gruppi di lavoro o di focus interni che trattato, tra l'altro, temi come la cogenerazione, i titoli di efficienza energetica, l'acquisto dei vettori energetici, l'efficienza energetica nelle strutture pubbliche e nella sanità. Per superare la scarsa partecipazione ai gruppi di lavoro, senza ridurre la capacità propositive nei confronti delle Istituzioni, sono state avviate diverse indagini nel 2007 (servizio energia, certificazione energetica negli edifici, certificati bianchi, sanità, ESCO, finanziamento tramite terzi e strumenti di credito. Sono state ricordate quindi le attività di collaborazione con associazioni di settore e industriali, partecipazione a progetti europei, nonché a fiere, a comitati scientifici di manifestazioni sull'energia e ai tavoli decisionali. Per concludere Di Santo ha accennato al processo in corso per la creazione di un soggetto interno a FIRE per la certificazione delle competenze della figura di "esperto in gestione dell'energia".

Seconda sessione

L'ing. Belcastro della FIRE ha aperto la sessione pomeridiana illustrando alcune attività portate avanti dalla Federazione. La prima riguarda il progetto e-Quem, "e-Qualification of the Energy Manager", che mira a qualificare l'offerta professionale mediante un sistema di certificazione delle competenze degli esperti in gestione dell'energia, basato su un processo di formazione continua on line. Lo scopo del progetto è proprio quello di potenziare il ruolo e le competenze dell'esperto in gestione dell'energia attraverso una piattaforma tecnologica on line.
Belcastro ha poi parlato dell'indagine portata avanti da FIRE sui consumi delle ASL del Lazio con più di 350 posti letto. Nell'ambito di questo studio si è svolto un incontro nell'ottobre 2007, indirizzato agli energy manager e ai dirigenti delle Asl del Lazio, da cui è emerso, tra l'altro, l'interesse del Ministero della Salute a verificare se l'iniziativa portata avanti dalla FIRE, di raccolta dei dati di consumi, può essere avviata anche in altre regioni d'Italia. Quindi Belcastro ha illustrato la convenzione stipulata tra FIRE e Regione Piemonte in base alla quale attualmente la FIRE sta conducendo una campagna, con raccolta di opinioni e pareri, per valutare il grado recepimento da parte dei soggetti coinvolti nel settore energetico delle evoluzioni indotte dal D.Lgs. 192/05 e s.m.i.. Infine ha illustrato le attività svolte dalla Federazione nell'ambito PON-ATAS, per promuovere lo sviluppo del ruolo dell'energy manager nella pubblica amministrazione.

Altre attività condotte dalla Federazione sono state descritte dall'ing. Orsini, che ha esposto i risultati di uno studio svolto sull'utilizzazione dell'energia termica, altrimenti dispersa nell'ambiente, in una centrale a ciclo combinato; il ventaglio di soluzioni possibili per il calore o il freddo (nel caso di utilizzo di gruppi ad assorbimento) comprendono: possibili applicazioni nel settore agricolo, agroalimentare, biocombustibili e biocarburanti. Per ogni condizione sono stati valutati gli impatti economici: €/m2, €/dimensioni apparato, tempi di ritorno, ecc. e i dati aggiornati tramite ricerche ed interviste ad hoc. Orsini ha quindi illustrato l'aggiornamento del database dell'International Energy Agency sulla legislazione nel campo dell'efficienza energetica in Italia, evidenziando come il lavoro svolto da Italia e Germania sia stato apprezzato per la sua completezza dall'IEA. In conclusione ha delineato l'indagine attualmente in corso volta a determinare l'efficienza nelle caldaie industriali, considerando alcuni parametri (giri di fumo, recuperatore sull'aria e sull'acqua, bruciatore per la modulazione di potenza e dell'aria, recuperatore sulle condense) e l'efficienza di gruppi frigoriferi.

Il terzo intervento del pomeriggio è stato dell'ing. Tomassetti, vice presidente della FIRE, che ha tracciato l'evoluzione della figura del responsabile per l'uso razionale dell'energia anche tenendo presente i tanti e variegati esempi portati, durante la mattinata, dagli energy manager nei diversi settori di attività. Rilevando che l'E.M. nasce principalmente nel settore industriale, Tomassetti sottolinea come la Legge 10/91, pur allargano il campo d'azione, definisce sempre tale figura come un tecnico, quindi legato sempre con un vincolo stretto all'industria. "In realtà - continua il vice presidente FIRE- durante questa giornata convegnistica si è dimostrato come un'evoluzione c'è stata, soprattutto di tipo gestionale e manageriale, caratterizzando tale figura come esperto di energia più che tecnico dell'energia, che fornisce dei pareri sui singoli casi e problematiche". Nel momento in cui lo Stato chiede garanzie e stabilisce determinati obiettivi il ruolo dell'energy manager dovrebbe poter essere maggiormente definito, soprattutto con il D.lgs. 192/05 e s.m.i., che richiede espressamente la verifica del progetto da parte del E.M.. Lo sviluppo e la valorizzazione del ruolo dell'E.M. potrebbe essere agevolata anche da altri provvedimenti legislativi, attualmente in bozza.

L'ing. Tomassetti ha poi passato la parola all'ing. Sandro Picchiolutto, che è stato uno dei primi energy manager, che ha svolto questa attività in un comune, e che oggi svolge attività di consulenza. Picchiolutto ha evidenziato come il ruolo dell'energy manager sta evolvendo ancora rispetto a ciò che oggi è, soprattutto in relazione al settore dei servizi che costituiscono la maggiore sorgente di crescita: il loro volume risulta in continuo aumento con un incremento del valore aggiunto ad un tasso del 3.1% annuo nel periodo tra il 1991 ed il 2001.
In quest'ottica bisogna però considerare alcune inefficienze del sistema, prima tra tutte l'incapacità di far decollare le ESCo e l'assenza nella legislazione europea di specifici riferimenti ai servizi energetici. La Task Force 189 del CEN si sta occupando di definire standard europei sui sistemi di gestione dell'energia, partendo da alcune norme nazionali, sulla qualificazione e la certificazione delle ESCo e, in futuro, degli esperti in gestione dell'energia. A livello nazionale è necessario disporre di adeguati standard che potranno contribuire alla più ampia e corretta implementazione delle Direttive europee come, in generale, della Politica Comunitaria di diffusione dell'efficienza energetica. Picchiolutto sottolinea che l'energy manager risulta essere una figura largamente sottoutilizzata per numero di addetti e per peso professionale rispetto non solo agli obblighi di legge ma anche alla dimensione economica ed ambientale che il problema dell'uso sostenibile (nella più ampia accezione del termine) dell'energia oggi rappresenta. Nel comparto della Pubblica Amministrazione, ad esempio, gli E.M. nominati non raggiungono il 20% rispetto a quelli previsti. Quindi è necessario a questo punto definire nuovamente tale professionalità e la strategia del suo inserimento nel mercato.
FIRE, afferma Picchiolutto, è presente nella TF 189 CEN ed estremamente attiva nel supporto delle azioni indirizzate a definire standard e processi di qualificazione e certificazione delle ESCo e degli Esperti in gestione dell'energia (anche attraverso i progetti EUROCONTRACT ed e-Quem).

Sul filone degli argomenti trattati da Picchiolutto è intervenuto l'ing. Mario De Renzio della FIRE, che ha approfondito il tema della certificazione delle competenze dell'esperto in gestione dell'energia; definendo dapprima cosa si intende per certificazione, con la quale si verifica la conformità ai requisiti previsti che in genere viene fatta da un ente terzo competente ed indipendente. Esiste un'istituzione in Italia, il Sincert, che certifica di fatto le credenzialità e che fa parte a livello europeo dell'European Accreditation. I requisiti vengono definiti con delle norme, condivise e e volontarie, che identificano lo standard a cui riferirsi.
Ha dunque focalizzato l'intervento sulla direttiva europea 2006/32 sull'efficienza energetica e servizi energetici, in quanto stabilisce in maniera chiara che tutti gli stati membri devono mettere a disposizione dei meccanismi di qualificazione, certificazione e accreditamento dei fornitori dei servizi energetici sia per le persone che per le società, e la raccomandazione finale CEN del 2005 che definisce tra l'altro la priorità di definire norme europee sugli esperti in gestione dell'energia, sui sistemi gi gestione di energia, sulle ESCo, sulle modalità di valutazione dei risparmi energetici. La raccomandazione è stata accolta e l'Italia ha avanzato una proposta, approvata, per creare dei comitati tecnici al fine di elaborare tali norme. Quindi sono state definite due task force, una, la 189, affidata al nostro paese per elaborare tali norme. La norma sui sistemi di gestione energia europea però sarà pubblicata, nonostante la bozza definitiva sia pronta, solo nel 2009, anno in cui vedrà probabilmente luce anche la corrispondente ISO, che verrà elaborata da un comitato tecnico che si sta formando.

Infine l'ing. Forni ha chiuso i lavori tracciando l'evoluzione e gli sviluppi del progetto e-Quem ed in particolare l'attività di raccolta dati al fine di capire la posizione ideale dell'energy manager, le sue mansioni, le caratteristiche e competenze. Tale indagine potrà avere dei risvolti positivi in termini di orientamento delle scelte in sede normativa per la definizione delle caratteristiche della nuova figura da certificare o nel predisporre programmi di formazione e aggiornamento o semplicemente per sondare le esigenze del settore. Dai risultati emergono dei dati interessanti; si può notare infatti che sono pochi gli energy maanger che svolgono attività sin dall'inizio, ossia dall'istituzione della legge 10/91 (meno del 10%). Inoltre circa l'86% di chi ha risposto dichiara di essere inserito in una posizione che gli permette di avere un ruolo propositivo e di indirizzo e che il 60% degli energy manager riveste un ruolo di quadro o funzionario di ufficio tecnico. Di rilievo è il dato secondo cui l89% degli E.M. coinvolti ritiene che una certificazione ufficiale possa rafforzare la posizione del responsabile per l'uso razionale dell'energia.
In concomitanza è stata portata avanti un'indagine presso i consumatori, da cui emerge, tra l'altro, che la sensibilità verso gli aspetti legati agli usi energetici e la loro efficienza ha avuto un aumento maggiore negli ultimi anni nella pubblica amministrazione rispetto al settore industriale e terziario. Il frutto delle due indagini verrà presentato al prossimo convegno e-Quem che si terrà a gennaio 2008.

Atti del convegno

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