Relazione della giornata - Atti
Il ritardo prolungato della formalizzazione delle linee guida da parte dell'Autorità, legato a ragioni varie (complessità del meccanismo, tentativo di concordare le azioni in modo da ridurre il rischio di estenuanti ricorsi al TAR, complessità dei rapporti fra Ministeri, Regioni ed Autorità in seguito al progressivo decentramento, etc) ha sinora impedito il lancio effettivo degli incentivi previsti dai decreti ministeriali 24 aprile 2001 sull'efficienza energitica.
Ciò non toglie che essi rappresentino un'opportunità irrinunciabile per rispettare gli obiettivi previsti dalle direttive comunitarie in tema di riduzione delle emissioni, di contenimento della dipendenza energetica e di penetrazione delle fonti rinnovabili.
Nel corso della mattinata si è cercato di dare soprattutto un'indicazione dei ruoli possibili per i soggetti coinvolti, in modo da consentire loro di valutare le modalità migliori per prendere parte al meccanismo non appena esso sarà avviato.
La sessione è stata aperta dal prof. Cesare Boffa, presidente della FIRE, che ha dato il benvenuto ai presenti ed ha succintamente descritto le tematiche principali trattate nel corso del convegno. Il dott. Raffaele Occhi ha quindi portato i saluti della Regione Lombardia.
La sessione è entrata nel vivo con l'intervento dell'ing. Gamberale del Ministero dell'Ambiente, che nel corso della sua presentazione ha richiamato l'importante ruolo degli Enti Locali, citando il caso di Modena (presente fra l'altro alla poster session). Egli ha inoltre sottolineato le opportunità di intervento nella gestione dell'energia negli usi finali, rese più incisive dagli incentivi previsti dai decreti 24 aprile 2001. Uno studio di Krause, ad esempio, riportava un potenziale di riduzione annuo dei consumi elettrici al 2010 di circa 140 TWh, su una domanda stimata complessiva di 340 TWh.
Il rappresentante del Ministero ha poi evidenziato come i decreti e la direttiva comunitaria sull'efficienza negli edifici rappresentino delle ottime possibilità di rilanciare norme non sempre applicate, come la Legge 10/91, in tema di riduzione dei consumi energetici (si pensi ad esempio all'obbligo di ricorso alle fonti rinnovabili ogni qualvolta sia verificata la convenienza economica prescritta dal DPR 412/93). L'ing. Gamberale ha infine descritto rapidamente il meccanismo dei decreti, in base alla presentazione riportata negli atti.
Il dott. Roberto Malaman dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha portato una testimonianza del difficile lavoro svolto e da completare, sull'argomento decreti, da parte del regolatore. L'AEEG al proposito ha evitato di promulgare un regolamento di tipo puramente sanzionatorio, incorrendo così in un processo molto più complicato, per tener conto delle problematiche di tutti i soggetti coinvolti, nel definire le linee guida applicative dei decreti, ricercando l'obiettivo dell'efficienza.
Il dott. Malaman ha quindi illustrato la proposta dell'Autorità di far pagare le sanzioni ai distributori inadempienti scalandole dalle tariffe di distribuzione ed ha descritto sinteticamente il contenuto delle delibere finora emanate relativamente ai decreti: 152/02, 233/02, 234/02 e 28/03 (quest'ultima relativa ad uno schema di linee guida per la consultazione alle Regioni di cui si attende a breve il parere definitivo).
In conclusione del suo intervento il direttore dell'area consumatori dell'AEEG ha illustrato le ragioni per cui vale la pena di credere nel meccanismo e le motivazioni per cui potrà essere vincente.
E' stata quindi la volta dell'ing. Emilio Manilia dell'ENEA, che ha illustrato brevemente il ruolo che l'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente potrà svolgere nell'ambito del meccanismo, grazie alle sue competenze ed alla sua struttura.
L'ing. Giuseppe Tomassetti della FIRE ha mostrato il rapporto fra gli obiettivi previsti dai decreti e gli impegni assunti per il controllo del clima globale. Nella sua presentazione ha evidenziato le varie possibilità di intervento sinergico delle politiche lato offerta e lato domanda, il ruolo non assegnato ai rifiuti (l'effetto dell'incenerimento dei rifiuti rispetto alla semplice discarica con recupero di energia sarebbe quello di ridurre le emissioni di gas serra del 60-90%, a seconda della taglia e quindi del rendimento di generazione elettrica dell'impianto, che corrisponderebbe a circa la metà dell'obiettivo di riduzione delle emissioni per l'Italia), l'opportunità di predisporre una legislazione e degli incentivi miranti allo sviluppo del paese e non pensati in un'ottica di condono, l'importanza di evitare una cultura monocombustibile e la necessità di valorizzare meglio le potenzialità legate alla riduzione dei consumi presso gli utenti finali.
Il ruolo delle aziende di distribuzione è stato presentato nel corso dei due interventi successivi. L'ing. Lorenzo Maina dell'Italgas ha evidenziato il processo di adeguamento richiesto alle aziende del gas negli ultimi anni, che hanno separato le attività di distribuzione (regolate dall'AEEG) da quelle di vendita in base al decreto Letta. In pratica una struttura come Italgas ha scelto di operare offrendo accordi commerciali ad utenti ed ESCO, non essendo realistica la fornitura diretta di prodotti e servizi.
Sono stati quindi illustrate, dopo qualche considerazione sull'aggirabilità del problema della taglia minima degli interventi ammessi ai titoli di efficienza energetica, alcune azioni predisposte per utenze di vario tipo.
L'ing. Maina ha poi proposto di finanziare campagne di informazione, ritenute essenziali per la riuscita del meccanismo, specie nella sua fase di avvio, attraverso le tariffe di distribuzione, di verificare la possibilità di creare una cultura volta a modificare i capitolati di appalto per favorire la realizzazione degli interventi efficienti migliori, senza limitarsi a garantirne la rispondenza alle norme.
Per la META di Modena è intervenuto l'ing. Claudio Palmieri, che ha sottolineato l'importanza di una gestione accorta degli impianti, che può avere effetti notevoli sull'efficienza del sistema. A tale proposito ha citato il caso di uno degli impianti di riscaldamento delle strutture del Comune di Modena, ristrutturato dalla META nell'ambito del relativo contratto di servizio, mediante l'installazione di caldaie a condensazione. Il miglioramento di rendimento, associato alla semplice individuazione del luogo più corretto per la sonda di temperatura interna, ha consentito il passaggio della riduzione dei consumi destagionalizzata, rispetto alla situazione preesistente, dal 40% al 56% nel giro di quattro anni.
L'ing. Palmieri ha esaurientemente mostrato i vantaggi collegati al ricorso alle caldaie a condensazione, ben superiori alla differenza di rendimento nominale con le caldaie tradizionali, purché siano adottati gli opportuni adeguamenti impiantistici e l'impianto sia ben progettato. L'intervento si è concluso con altri esempi di azioni attivate (cogenerazione e fotovoltaico).
L'ing. Dario Di Santo della FIRE ha quindi concluso la sessione illustrando in dettaglio i ruoli possibili per gli energy manager, che possono farsi promotori delle opportunità offerte dai decreti nell'ambito della propria struttura. Oltre a quello scontato di contattare distributori e/o ESCO per proporre gli interventi più idonei e convenienti per la propria realtà, sono state considerate la possibilità di costituire una ESCO, quella di attivare gruppi di lavoro per l'ottimizzazione di processi produttivi e di tecnologie, operando attraverso sinergie fra gli istituti di ricerca, le Regioni e gli Enti Locali, distributori ed ESCO, ed infine quella di individuare gruppi di lavoro, eventualmente coordinati da associazioni come la FIRE, al fine di promuovere tecnologie e di migliorarne l'efficienza o l'adattabilità al contesto considerato.