Convegno FIRE - ANEA

Efficienza energetica: rapporti fra Pubblica Amministrazione, energy manager ed operatori

Napoli, 9 marzo 2007
Energy Med 2007

Tavola Rotonda e Atti

Il convegno, organizzato da FIRE in collaborazione con ANEA in occasione di Energymed 2007, è stato un importante momento di confronto tra P.A., energy manager ed operatori di settore. Durante l'incontro e la tavola rotonda sono stati illustrati i programmi e le principali iniziative nazionali, regionali e locali rivolte alla promozione dell'efficienza energetica nella P.A., mostrando gli strumenti a disposizione degli EELL, le opportunità disponibili ed esempi di sinergie proficue fra pubblico e privato.

La mattinata si è aperta con il saluto del prof. Boffa, presidente FIRE, che dopo aver introdotto le tematiche su cui si sarebbe incentrato il convengo, ha passato la parola all'ing. Gianni Silvestrini (MSE), che ha illustrato le iniziative nazionali a favore dell'efficienza energetica, parlando in primo luogo dell'obiettivo previsto a livello europeo del raggiungimento del 20% di risparmio di energia entro il 2020. Questo è un traguardo ambizioso che comporterà investimenti molto grossi nei vari settori. Il ruolo che gli energy manager potranno giocare in questo contesto sarà rilevante, specialmente nell'operare a rete.
Trasferendoci nel contesto più propriamente nazionale, troviamo che le azioni degli ultimi mesi porteranno cambiamenti soprattutto nel settore civile. Una forte spinta sugli edifici preesistenti e sul nuovo viene dalla finanziaria e dal D.Lgs. 311/06. La finanziaria ha introdotto detrazioni al 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in particolare per alcune soluzioni, quali l'isolamento, il solare termico, etc. Per ciò che riguarda l'industria invece, è previsto l'incentivazione per i motori elettrici.
Il secondo strumento, il decreto 311/06, permetterà tra tre anni di realizzare edifici che avranno metà dispersioni rispetto a quelli costruiti sino al 2005. Si ricorda poi il decreto sul fotovoltaico, che ha snellito le procedure rispetto al passato, rendendo lo strumento più efficace. Sorge però un problema, ha puntualizzato Silvestrini, ossia che si sta creando una forte domanda di prodotti sul fotovoltaico. In un breve futuro aumenteranno le vendite, ma bisogna porsi il problema di un'offerta di qualità che provenga dall'Italia e non si basi solo sulle importazioni.
Per rispondere a questo tipo di problematiche il MSE ha previsto il Programma Industria 2015, volto a definire linee prioritarie di intervento per creare nuove industrie e riqualificare quelle che producono tecnologie non efficienti. Infine l'ing. Silvestrini ha sottolineato l'importante ruolo delle ESCo e degli energy manager e ha ribadito che ci sono a disposizione molti fondi come quelli strutturali e dalla ricerca per l'efficienza energetica che, a questo punto, non serviranno più per far crescere la domanda ma per sostenere l'offerta.

Successivamente il dott. Gennaro Pollice (Provincia di Napoli) si è brevemente riallacciato all'intervento di Silvestrini ponendo alcune considerazioni soprattutto per ciò che riguarda i contributi agli enti pubblici, pochi, e alla volontà di supportare le imprese per potenziare l'offerta. Un altro punto è che i pannelli fotovoltaici, nonostante sia aumentata la domanda hanno un costo ancora molto alto che ne impedisce la larga diffusione. Silvestrini ha risposto alle osservazioni, affermando che il ruolo del governo è di stabilire linee, opportunità, fornire strumenti; saranno gli altri attori poi a darsi da fare per sfruttare possibili condizioni favorevoli. Molte Regioni e Province, invece, a volte fanno da freno, come accade per l'eolico. Per il fotovoltaico, ad oggi, il silicio costa ancora molto e ciò non permette di abbassare i costi, questo perché c'è stata una crescita della domanda troppo alta rispetto alle previsioni.
Dopo questo breve dibattito, Pollice ha focalizzato l'attenzione sul ruolo della Provincia, che si è occupata prevalentemente dei contributi della legge 10/91, e sulle attività portate avanti nel campo energetico, prima tra queste una campagna capillare presso le scuole per la diffusione delle lampadine a basso consumo energetico, con una distribuzione di circa trecentomila pezzi. Inoltre, la Provincia ha chiuso un accordo con Napoletana Gas che prevede, in sintonia con la Finanziaria, gli incentivi per chi acquista prodotti ad alta efficienza, l'avvio a settembre di una campagna di rottamazione delle vecchie caldaie ed un versamento di un contributo per l'acquisto delle caldaie a 4 stelle. Un'altra iniziativa è portata avanti con le Università della Campania, con cui si è chiuso un protocollo d'intesa per ottenere l'attestazione dei certificati energetici sugli edifici di proprietà della Provincia di Napoli, che non avendo la possibilità di investire sulla ricerca ed influire sulle politiche nazionali, mira ad apportare delle migliorie tecnologiche per risparmiare energia sugli edifici preesistenti, abbassando anche i consumi elettrici. Ora si punta a sostituire le forme di riscaldamento convenzionali con il riscaldamento tramite fotovoltaico.

Il terzo intervento è stato dell'ing. Dario Di Santo (FIRE) che ha descritto gli strumenti che concretamente sono utilizzati dagli enti locali nel campo del risparmio energetico. Ha sottolineato come alcuni degli strumenti come i titoli di efficienza energetica, stiano un po' per volta portando a quei benefici che si attendevano, ci sono già delle sinergie tra enti ed imprese, come è l'esempio della Provincia di Napoli e di Napoletana Gas, con gli incentivi governativi. Arrivare ad uno schema di efficienza energetica perfettamente funzionante significa intervenire profondamente sulle reti, nei rapporti che ci sono tra le produzione, il trasporto e l'utilizzo di energia. Ci deve essere la completa sinergia tra gli attori, si avrà dunque la possibilità di ottenere benefici nella riduzione dei consumi e nella stabilizzazione o diminuzione della dipendenza dall'estero.
Esistono interventi per qualunque situazione: per la PA, per l'industria per i cittadini, ma l'attuazione degli stessi è legato ad un cammino lungo, basti pensare che in 10 anni l'aumento della produzione delle fonti rinnovabili ha coperto l'1% del fabbisogno energetico nazionale. Fortunatamente biomasse, biogas, eolico e solare fotovoltaico sono in forte crescita. La vera sfida, comunque, è creare un mercato.
Le Province e le Regioni si trovano a dover finanziare e agire opportunamente affinché i finanziamenti siano adeguatamente sfruttati. Per svolgere questa funzione possono servirsi di strumenti come: i finanziamenti per studi, progettazione e monitoraggio degli interventi, i fondi di garanzia, i regolamenti edilizi, la gestione attiva delle concessioni alle imprese di servizio, etc.
Altro importante strumento è proprio l'energy manager: l'Italia è l'unico paese che ha l'obbligo di nomina, è necessario però che gli enti pubblici mettano tale figura in condizione di poter operare efficacemente, attraverso una corretta attribuzione del ruolo (si veda in tal senso anche quanto riportato nella sezione energy manager ed in quella relativa alle iniziative PON).
Il Consigliere della FIRE ha infine parlato della certificazione e formazione degli energy manager e della partecipazione di FIRE al progetto Equem, che mira a creare un corso di formazione on-line di tecnici esperti nella gestione dell'energia ed a partecipare alla definizione del percorso verso la certificazione. A breve saranno attivate una versione di prova del corso e sarà possibile aderire al progetto come sostenitori.

L'ing. Vincenzo Guerriero (Regione Campania) ha poi preso la parola indicando le iniziative della Regione Campania per promuovere l'efficienza energetica. All'energy manager la Regione ha affiancato una struttura di supporto, che prevede anche una figura con conoscenze giuridiche, necessaria per il forte legame fra il settore energetico, la legislazione e la normativa. Inoltre qualche anno fa la Regione ha lanciato l'idea di creare una rete di energy manager, ma ad oggi è rimasta solo un'idea.
Recentemente si stanno affrontando le elaborazioni dei piani operativi regionali per il 2007 - 2016. E' prevista una linea per l'energia che riguarda l'efficienza, per la quale saranno disponibili finanziamenti. Nella precedente pianificazione molte delle risorse erano indirizzate al mondo imprenditoriale ed alla promozione delle fonti rinnovabili; nella nuova programmazione, invece, vengono inclusi anche gli enti pubblici e i privati. Sono stati individuati i programmi interregionali nel settore energia e turismo cui dare attuazione. Si inizierà a mettere in pratica il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che ha assegnato alle Regioni dei fondi per fare delle diagnosi energetiche sugli edifici pubblici. Dunque verranno segnalate alcune amministrazioni pubbliche per realizzare tali audit, a valle dei quali si predisporranno dei fondi per realizzare gli interventi previsti.
Altra aspetto fondamentale, conclude Guerriero, è di portare i giovani a conoscere tutte queste tematiche, attraverso il progetto Ascuolaconenergia. Il progetto prevede anche un concorso: alla scuola vincitrice verrà fornito un tetto fotovoltaico.

L'ing.Pasquale Capezzuto, energy manager del Comune di Bari, ha illustrato le azioni che il Comune ha attuato per promuovere l'efficienza energetica. Ha quindi sottolineato che nella Regione Puglia mancano le sinergie presenti in Campania, ciò è un danno soprattutto per i cittadini amministrati. Continua parlando del d.lgs. 192/05 e del ruolo incisivo che ha fornito all'energy manager.
La Direttiva 2006/32/CE chiede agli Stati membri di conferire al settore pubblico un ruolo esemplare. I consumatori dovranno disporre di bollette dettagliate e frequenti per consentire loro di regolare il proprio consumo energetico, dovranno adottare piani pluriennali in materia di efficienza energetica nei quali andranno stabiliti degli obiettivi intermedi e la strategia per realizzarli. In questo contesto l'ente locale dovrebbe operare attraverso il Piano Energetico Comunale, un ufficio energia e l'energy manager. Bari si è dotata di tutti e tre questi strumenti.
Secondo alcune previsioni, al 2012 l'aumento più consistente dei consumi è atteso per l'energia elettrica (+2,8% medio annuo) e per i prodotti petroliferi (+2,4% medio annuo), che risultano ancora preponderanti in valore assoluto rispetto alle tendenze individuate. Il Piano Energetico e Ambientale Comunale deve perciò introdurre delle misure di contenimento dei consumi migliorando l'efficienza energetica e aumentando la produzione attuale di energia. Al proposito è stato redatto un "Regolamento Comunale per l'uso efficiente e sostenibile dell'energia e la promozione delle fonti rinnovabili", che contiene le disposizioni da attuare nelle costruzioni edilizie per poter realizzare una edilizia sostenibile ed energeticamente efficiente.

Il dott. Angelo Paladino (Renael) ha infine parlato delle Agenzie energetiche e del rapporto tra queste e gli EELL. Renael è un'associazione che raggruppa 34 agenzie in tutta Italia, quindi una realtà abbastanza radicata sul territorio. Le agenzie per l'80% sono state costituite con l'intervento del settore pubblico e vedono la collaborazione con diverse realtà del mondo economico. Molte banche sono inserite in questa realtà e la presenza delle Province negli enti locali rappresenta un forte volano di quelli che sono i bilanci degli enti locali. Si è constatato che man mano che si affermava la realtà delle Agenzie cresceva l'impegno degli enti locali nell'inserire nei bilanci la voce energia e risparmio energetico: la Provincia di Salerno, ad esempio, ha a disposizione quasi 2 milioni di euro che si stanno investendo concretamente nell'installazione di pannelli fotovoltaici nelle scuole e nelle altre strutture pubbliche. Altre iniziative avviate sono la distribuzione di lampadine a basso consumo energetico e di rompigetto.
C'è un tentativo del Governo di limitare il raggio di azione delle Agenzie, infatti l'articolo 13 della legge che ha introdotto il primo pacchetto delle privatizzazione dice che le Agenzie dovrebbero lavorare solo a favore dei propri soci e non sul mercato. Si tratta di un limite forte, anche perchè l'agenzia può rappresentare un anello tra pubblico e privato nel rapporto con le ESCo.

L'ing. Di Santo ha poi introdotto la Tavola Rotonda, rivolgendo a Carlo Buonfrate di Intesa San Paolo IMI la prima domanda sugli strumenti portati avanti dalle banche per supportate progetti di efficienza energetica, nonché sul rapporto con le ESCo.

Il dott. Buonfrate ha risposto osservando che le banche fino ad ora hanno visto l'energia come un settore di scarso interesse, l'eccessiva cautela verso il quale nasce dalla scarsa conoscenza di come funzioni e di quali siano i ritorni degli investimenti; occorre dunque sia la conoscenza dei temi sia una stabilità del quadro normativo.
Il gruppo bancario ha recentemente effettuato un sondaggio realizzato nel nord est per valutare il punto di vista delle imprese sull'energia. Su un campione di circa ottomila PMI emerge un'incidenza importante dei costi energetici sulle aziende, una sensibilità verso le fonti rinnovabili, anche perché attualmente il costo dell'energia è alto, nonché l'inadeguatezza delle infrastrutture. Gli alti costi energetici vengono visti come un freno per l'industria italiana, quindi il problema energetico rappresenta a volte la molla per cui si tende ad investire all'estero.
San Paolo IMI un anno fa ha lanciato una gamma di prodotti e finanziamenti particolari per le energie rinnovabili. Il primo è San Paolo Energy: il finanziamento copre l'80% degli investimenti, con durata di 10 anni. Una parte del finanziamento è erogato inzialmente sulla base degli ordini. Al richiedente viene inoltre concesso un'agevolazione ulteriore rispetto alle soglie previste dall'Accordo di Basilea.
L'altra forma di finanziamento, Intesa Nova Energia, riguarda prevalentemente il fotovoltaico e prevede di acquisire in garanzia il conto energia, unitamente ad un pacchetto assicurativo messo a disposizione dell'impresa che garantisce l'impianto dai danni diretti ed indiretti.

Il dott. Massimiliano Varriale del WWF ha quindi risposto alle domande poste sul punto di vista dell'associazione sull'evoluzione del mercato dell'energia e sulle iniziative di interesse nel settore, affermando che si ha la sensazione che i comuni non siano ancora pronti per avviare un dibattito sugli argomenti energetici e che bisognerebbe incrementare l'apertura di sportelli energia, al fine di favorire il dialogo con i cittadini e gli altri utenti e la promozione di interventi nel settore. Altra carenza è la mancanza di tecnici con formazione adeguata per poter operare efficacemente nel settore ed il problema di come consentire al mercato delle ESCo di decollare. Bisogna al riguardo trovare il modo di dare maggior spazio al finanziamento tramite terzi.
Varriale ha continuato dicendo che l'anno passato WWF ha organizzato una manifestazione in 170 piazze d'Italia, in collaborazione con l'ENEA ed altri soggetti, per spiegare l'importanza dell'efficienza energetica e mostrare le opportunità disponibili per le familie, insieme alle fonti rinnovabili. Si sta anche cercando di sensibilizzare le amministrazioni ad intervenire nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici, nel rispetto dell'ecosistema e del paesaggio.

Sul lato distribuzione è intervenuto il dott. Massimo Passerelli di Napoletana Gas, azienda che dal 2000 con il recepimento della direttiva europea sulla liberazione del mercato del gas si occupa esclusivamente di distribuzione del gas, ma in passato ha sempre portato avanti iniziative di ottimizzazione dei consumi. In questi anni si è concentrata su aspetti legati alla sensibilizzazione degli attori che hanno un ruolo nel campo dell'energia, attraverso convegni ed accordi, come quello stipulato con il comune di Napoli, che tra l'altro prevede la collaborazione per effettuare delle diagnosi energetiche.
Si sono poi sottoscritti accordi con gli ordini professionali e con l'unione industriali della provincia di Napoli, quest'ultimo al fine di farsi carico dell'elaborazione di studi di fattibilità sulla cogenerazione. Passarelli sottolinea che il ruolo del distributore sia quello di catalizzatore e di raccordo per una serie di iniziative legate al risparmio energetico.
Circa il tema della generazione distribuita e cogenerazione, Napoletana Gas ha collaborato alla realizzazione di un prototipo di microcogeneratore da 20 kW. Nel Sud il 70% dei consumi è concentrato nel periodo invernale per cui tutte le reti si trovano nella disponibilità di mettere a disposzione importanti capacità di gas nel resto dell'anno, sfruttabile per impianti di trigenerazione. La microcogenerazione di piccola taglia potrebbe contribuire in questo modo a fornire in modo efficiente energia elettrica e calore (usi invernali ed estivi) agli utenti.

Una domanda specifica sulle ESCo e sui problemi collegati al rapporto con queste è stato rivolta al dott. Valerio Marchetti di Banca Popolare di Ancona, il quale ha parlato proprio dell'appoggio fornito dalla sua banca alla nascita di una energy service company: EscoMarche. Il capitale è in mano ad artigiani e piccole medie imprese, con una presenza di una municipalizzata e di un privato, nonché della banca. Anche se la ESCo è ancora in fase di start up ha già iniziato a concretizzare diversi contratti e quindi la banca ha finanziato la realizzazione di questi progetti di efficientamento in una logica di finanziamento tramite terzi.
Marchetti ha affermato che nel sostenere il risparmio energetico la banca ha delle responsabilità, e che si avverte la necessità di cambiare l'approccio soprattutto per ciò che riguarda le garanzie. L'istituto di credito si deve concentrare sulla fattibilità del progetto stesso e sulle sue prospettive economiche. Se il progetto sta in piedi, il flusso di cassa generato dal risparmio dovrebbe costituire la garanzia.
Fra gli strumenti segnalati come utili per la promozione delle ESCo il dott. Marchetti ha indicato i fondi di garanzia e la necessità di capitalizzare di più tali aziende, per aumentarne il raggio di azione, attraverso investimenti pubblici o capitali privati (venture capitalist e business angels.

Il dibattito è continuato con il dott. Antonio De Falco di Eureco, che ha parlato dei lavori attivati con i comuni che hanno problemi finanziari e che quindi non hanno la forza di accendere un mutuo. Qui rientra il ruolo della ESCo che si fa carico del mutuo ed si pone in una posizione mediana tra il comune e l'istituto finanziario. Alcuni problemi riscontrati sono il fatto che il comune non voglia mettere in bilancio spese per l'energia, nonché quello riguardante le banche che chiedono garanzie ed ipoteche che rendono spesso poco appetibili investimenti in ciò che non è attività principale dell'ente. Ciò succede sia nel pubblico, sia nel privato. Le esco possono fornire le garanzie necessarie, sfruttando anche il conto energia.
Il dott. De Falco ha osservato poi che l'Italia sul fotovoltaico è molto indietro rispetto a paesi nordici che pur non avendo sole hanno sviluppato maggiormente questa tecnologia.
Riguardo alle attività svolte da Eureco, De Falco ha parlato di formazione e sensibilizzazione nelle scuole, con la creazione di energy manager fra gli studenti ed il loro coinvolgimento nell'analisi dei consumi e nell'individuzione di interventi, oltreché attraverso la realizzazione di impianti fotovoltici. In alcuni comuni si è avviata un'azione tesa a portare a zero le emissioni, attraverso un mix di interventi, quali la sostituzione delle caldaie nelle scuole e l'installazione di sistemi solari.

Il ruolo dell'energy manager rispetto agli incroci di rapporti tra Istituti finanziari, ESCo ed Enti pubblici ed il tema della certificazione delle figure professionali sono stati gli spunti delle domande rivolte all'ing. Pasquale Capezzuto, il quale ha affermato che l'energy manager rappresenta la controparte tecnica, che deve valutare i vari aspetti della situazione, supportando il decisore nelle scelte. Egli ha inoltre affermato come sia fondamentale la formazione continua per creare figure professionali adeguate.

Atti del convegno