Napoli, 15 aprile 2005
Energy Med 2005
Un momento di incontro, confronto e dibattito su tematiche attuali ed in via di evoluzione.
Si può sintetizzare così il convegno organizzato dalla FIRE lo scorso 15 aprile a Napoli, nel contesto della manifestazione EnergyMed 2005.
Durante la giornata si sono alternati i rappresentanti delle diverse aree legate all'energia: esponenti regionali ed istituzionali, distributori, energy manager, agenzie ed operatori, i quali hanno affrontato ed illustrato argomenti chiave come i Piani Operativi Regionali (POR) delle regioni ad Obiettivo 1, le azioni previste per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (FER) e dell'efficienza energetica, il ruolo dell'energy manager, le possibili azioni d'intervento per l'attuazione dei DM del luglio 2004.
Durante il convegno è emerso l'alto grado di interesse delle stesse Regioni verso le tematiche legate al risparmio energetico e alle questioni ambientali, è stato evidenziato quanto siano differenti i consumi di energia nelle diverse zone d'Italia ed ancora l'importante ed innovativo ruolo delle società di servizi energetici, ESCo, (alcuni rappresentati delle stesse erano presenti in aula ed hanno esposto le loro considerazioni) e via dicendo.
Un appuntamento a cui in tanti hanno aderito attivamente in particolare durante i due dibattiti che si sono svolti a fine mattinata ed a conclusione dell'incontro.
Ad aprire il convegno è stato l'ing. Tomassetti, vice presidente della FIRE, che dopo il saluto ed una breve illustrazione degli argomenti da trattare durante la mattinata, ha passato la parola al Prof. Guerriero della Regione Campania, che ha presentato le attività promosse dalla Regione di appartenenza per incentivare il raggiungimento di risultati in materia di risparmio energetico e per dare concreta importanza alla figura dell'energy manager.
Guerriero ha sottolineato che l'attuale disegno di legge regionale in materia energetica si fonda sulle linee guida definite tre anni fa dalla Campania e si ispira alla legge nazionale di riordino del settore, nonché al rivisitato Titolo V della Costituzione. L'attenzione è stata poi puntata sul ruolo delle province e dei comuni, con cui l'assessorato vuole intraprendere una collaborazione, in particolare per lo sviluppo del solare termico. È stato illustrato il caso della provincia di Benevento, che ha approvato il Piano Energetico Ambientale e Territoriale, e di Salerno, che ha creato la sua Agenzia Territoriale. Nel descrivere il POR e i fondi previsti per lo sviluppo del risparmio energetico delle FER (mis. 1.12), Guerriero ha poi evidenziato che è data priorità a quelle aziende che si rivolgono alle ESCo, su cui la regione punta molto, per la realizzazione dei progetti. Infine dopo aver descritto le difficoltà che la regione e le amministrazioni locali incontrano nelle fasi di attuazione dei progetti stessi, nei tentativi di sviluppo della generazione distribuita, e dopo aver fornito delucidazioni sui contributi a disposizione di chi realizza impianti per l'utilizzo delle fonti rinnovabili, Guerriero ha indicato come la Campania intende valorizzare il ruolo dell'energy manager, per il quale ci sarebbe bisogno di più tutela, di un albo, e verso cui la regione si impegna a riconoscerne, all'interno del Forum Regionale Energia, una posizione non secondaria, ma strategica.
Subito dopo ha preso la parola l'ing. Di Santo (FIRE), che ha iniziato introducendo i due siti della Federazione (www.fire.it e www.tecnologieefficienti.it). Ha poi continuato illustrando l'attuale situazione energetica, gli alti costi del petrolio, l'aumento della domanda, il decentramento, che produce da una parte delle difficoltà oggettive, come la mancanza di strutture adeguate, di dati su cui poter pianificare e dall'altra una spinta in più per rafforzare il ruolo dell'energy manager, che potrà essere un supporto ottimo in questa fase di transizione per le amministrazioni locali.
L'ultima parte dell'intervento è proprio dedicata a delucidazioni su chi sono gli energy manager, sui compiti, sulle criticità legate al loro ruolo in continua evoluzione (formazione, rapporto con i datori di lavoro, fondi a disposizione, ed altro).
Il terzo intervento ha visto come protagonista la Basilicata. La Dott.ssa Cappiello, dirigente dell'ufficio energia, ha illustrato, con particolare entusiasmo nell'esposizione, come la Regione ha impostato la sua politica energetica, puntando molto sulla sostenibilità ambientale, da non trascurare proprio per le risorse paesaggistiche presenti sul territorio lucano, ed economica.
Obiettivi ed azioni strategiche sono per la Cappiello due aspetti inscindibili per valorizzare al meglio le potenzialità della Basilicata. Viene così sottolineata la necessità di incidere sulla programmazione, di puntare sull'efficienza energetica e sugli energy manager, di sfruttare i fondi europei, nonché di utilizzare i programmi ministeriali sul fotovoltaico ed il solare termico.
Altro tema affrontato è stato quello della comunicazione, ossia della divulgazione delle informazioni, delle innovazioni, degli incentivi, nonché della collaborazione tra i soggetti istituzionali e non. A riguardo la relatrice sottolinea l'importante presenza in Basilicata della SEL (Società Energetica Lucana) e l'esistenza di un tavolo bilaterale di cui fanno parte l'IPI e l'ENEA.
Sono poi stati affrontate tematiche riguardanti obblighi di certificazione energetica, finanziamento tramite terzi (FTT), innovazione tecnologica e bandi previsti dai POR.
Il Dott Lemma, rappresentante della Calabria, ha successivamente presentato il Piano Regionale Energetico e Ambientale 2005, importante perchè è il primo per la Regione. Uno degli aspetti più rilevanti del Piano riguarda le cinque centrali termoelettriche che dovranno essere realizzate in Calabria, oltre allo sviluppo degli impianti idroelettrici di piccola taglia e delle fonti rinnovabili. Inoltre la Regione si è attivata anche per incentivare lo sviluppo del solare termico, per il quale sono stati predisposti anche dei bandi, e nella promozione di programmi di diffusione della cultura del risparmio energetico. A tal proposito Lemma ha indicato due iniziative:la prima è "Il sole in cento scuole", un progetto che prevede momenti di formazione/informazione in quelle scuole che recepiscono e mettono in pratica il progetto stesso.
Un secondo programma, invece, mette a disposizione finanziamenti per favorire in cinque ospedali l'adozione di misure adeguate di efficienza energetica e per renderli autosufficienti nella produzione di energia.
Sono state affrontate anche diverse problematiche come quella legata alle reti di trasmissione dell'energia elettrica, alla compagine societaria, ed ancora al ruolo della regione nell'indirizzare e spingere i comuni ad approvare i piani energetici comunali.
Il quarto intervento della giornata è stato quello dell'ing. D'Angelo dell'ENEA, che ha illustrato la situazione energetica delle regioni impegnate nell'adozione dei Piani Energetici Regionali (PER). È così stato messo in evidenza come tra le diverse regioni italiane ci sia sbilanciamento nei consumi settoriali, soprattutto relativamente ai trasporti e all'intensità energetica. I PER dovrebbero così servire ad equilibrare le situazioni di dislivello, anche con l'introduzione di soluzioni per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili, allineandosi in questo modo con quelli che sono gli obiettivi del piano nazionale. D'angelo ha poi illustrato l'attuale condizione delle emissioni di CO2, provenienti dai diversi settori e in misura mutevole rispetto alla presenza o meno di alcune variabili. Ad esempio, per il termoelettrico il grado di emissione di CO2 dipende dalla presenza o meno di centrali sul territorio o per i trasporti dalla percentuale di consumi.
A fine mattinata si è svolto un dibattito dal quale sono emersi diversi spunti rilevanti come la necessità introdurre nei PER iniziative rivolte ad intensificare maggiormente la promozione di progetti di efficienza energetica, puntando, per esempio, sui motori ad alta efficienza.
Altro argomento oggetto di dibattito è stato quello sulla figura dell'energy manager, sulle difficoltà che incontra nello svolgere la propria attività, sulla mancanza di autonomia e supervisione.
E poi ancora ci sono stati interventi sulla cogenerazione distribuita e sulla mancanza di fondi da investire per il rifacimento delle reti di illuminazione pubblica.
Ha chiuso la prima parte del convegno l'ing. Camillucci dell'ENEA, responsabile dei corsi di formazione per energy manager, previsti dall'art.19 della legge 10, che si svolgono su tutto il territorio nazionale. Sono state descritte le varie tipologie dei corsi promossi (i quali vengono predisposti anche in base all'evoluzione del ruolo dell'energy manager), la loro durata, le novità introdotte in collaborazione con la FIRE. Alcune di queste novità sono: l'introduzione di nuove categorie di corsi, la pubblicazione sul sito FIRE dell'elenco dei partecipanti ai corsi, che costituisce un bacino di raccolta dati per le aziende che ricercano personale, una nuova sezione per la valorizzazione della professione.

Ad aprire i lavori del pomeriggio è stato l'ing. Gamberale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, che ha prioritariamente posto l'attenzione sui DM del luglio 2004 e su come rappresentino uno dei più importanti strumenti in Europa per la promozione dell'efficienza energetica. Oltre a citare le ESCo, e ad attribuire una serie di funzioni all'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, la nuova normativa è una base su cui il Governo punta, assieme ad una serie di interventi, per ridurre i consumi di energia. Studi APAT (ex ANPA) dimostrano che gli stessi consumi si potrebbero ridurre del 20%, in particolare nel settore elettrico, con soli interventi non strutturali entro il 2010.
Gamberale continua illustrando gli obiettivi di risparmio che si intendono raggiungere proprio nel settore elettrico ed anche nel gas, i soggetti che hanno l'obbligo di risparmiare energia primaria, i meccanismi attraverso cui farlo, il ruolo delle ESCo (è citata Esco Provinciale Tuscia, della provincia di Viterbo), i certificati bianchi e verdi e le differenze che sussistono tra questi ultimi due. Ha concluso esponendo le tre principali determinanti novità introdotte dai DM del luglio 2004 rispetto ai DM dell'aprile 2001.
Le fasi di presentazione, valutazione, controllo e certificazione dei progetti per la realizzazione di nuovi impianti ed interventi energetici, sono stati gli argomenti trattati nel secondo intervento dalla Dott.ssa Pavan dell'AEEG.
Attraverso il sito dell'Authority si sono ad oggi accreditate circa 200 ESCo. Per mezzo di questo meccanismo le società di servizio energetico possono poi accedere alla scheda di rendicontazione e tra le altre cose valutare il risparmio previsto per il progetto presentato.
Infine la Dott.ssa Pavan ha parlato dei procedimenti per conseguire i titoli di efficienza energetica, della delibera 103/03, dei due provvedimenti della fine di dicembre "Riconoscimento del contributo tariffario" ed "Accettazione delle misure sanzionatorie " e delle regole per lo scambio dei titoli. Ha annunciato anche l'approvazione da parte dell'Autority dello schema di mercato per lo scambio dei TEE presentato dal Gestore del Mercato Elettrico (GME).
Successivamente ha preso la parola l'ing. Picchiolutto, energy manager, approfondendo l'argomento sui DM del luglio 2004. I decreti sono visti in questo caso non solo come uno strumento non convenzionale per promuovere l'efficienza energetica negli enti pubblici, ma anche come un meccanismo di recepimento di nuovi flussi finanziari. La loro utilità è legata al fatto che spesso gli enti locali non hanno delle politiche di efficienza energetica definite e che un orientamento ben preciso manca anche tra i distributori. Per questo motivo, avendo un quadro normativo di riferimento, i decreti per l'appunto, gli enti locali possono indirizzare le iniziative, affinché sia raggiunto il massimo vantaggio, ed essere un punto di connessione fra distributori, ESCo e cittadini.
Secondo Picchiolutto la pubblica amministrazione locale ha un ruolo fondamentale nello scenario della promozione del risparmio energetico perché è in grado di attivare strumenti, politiche e finanziamenti in questa direzione e di stimolare la regione affinché metta a disposizione fondi, anche per rafforzare la comunicazione verso i cittadini. L'ente locale potrebbe altresì operare come ESCo, come accade attualmente in Inghilterra. Picchiolutto conclude esponendo il caso del comune di Rimini, dove Gas Rimini si è impegnato a monitorare i risultati conseguiti, attività che nella maggior parte dei casi le amministrazioni pubbliche non riescono a fare.
I decreti 2004 sono poi stati affrontati dal punto di vista dei distributori, cioè coloro che in concreto devono conseguire i titoli di efficienza energetica. La Dott.ssa Brogi di Enel ha così delineato lo scenario del mercato dei certificati bianchi, ponendo, tra le altre osservazioni, l'accento sul comma 34 del decreto Marzano, che vieta ai distributori di effettuare interventi post contatore.
Nell'ambito dei decreti ciò che Enel Distribuzione si propone è non solo avviare attività per garantire l'efficienza energetica, ma soprattutto promuovere rapporti con le regioni, attraverso protocolli, affinché le amministrazioni siano un tramite tra le società che realizzano gli interventi di efficienza energetica e il distributore.
La Dott.ssa Brogi ha reso noto che Enel ha già firmato accordi di programma con la provincia di Napoli e dell'Aquila per realizzare progetti specifici sugli utenti finali, come la microgenerazione o il fotovoltaico. È stato poi avviato un piano per il 2005 che prevede l'introduzione della lampadina ad alta efficienza nelle amministrazioni pubbliche, e l'utilizzo del calore geotermico per il teleriscaldamento. L'intervento si è concluso con la presentazione di Enel.Si ed Enel Sole.
Il quinto intervento dell'ing. Manilia dell'ENEA si è sviluppato intorno al tema della certificazione energetica degli edifici, obbligo previsto dalla legge 10/91 e confermato dalla Direttiva Europea n. 93/76.
Sono state individuate le motivazioni più importanti che spingono gli orientamenti degli indirizzi verso questa strada, prima fra tutte l'alta quantità di consumi. Più del 50% di energia, ad esempio, è consumata, per il riscaldamento degli ambienti, si potrebbero dunque cambiare gli impianti ormai obsoleti, come le caldaie, la cui sostituzione produrrebbe un risparmio di energia del 5%. Bisognerebbe, secondo Manila, concentrarsi sulla cogenerazione, la trigenerazione o ancora sulle pompe di calore.
Al problema dei consumi si affianca quello delle emissioni di CO2, che vanno crescendo soprattutto nel residenziale.
L'ing. Michele Macaluso, direttore dell'ANEA, l'Agenzia per l'energia di Napoli, ha parlato successivamente, sostituendo il presidente di RENAEL (Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali), il dott. Parodi.
Dopo aver ringraziato il FIRE per l'organizzazione del convegno e per l'impegno nel campo dello sviluppo dell'efficienza energetica, ha sottolineato che uno dei principali obiettivi della creazione delle tecnostrutture, raggruppate proprio nella AENEA, è di fare informazione, formazione e assistenza tecnica sui temi illustrati durante il convegno, creare in tutta Europa strutture capaci di collaborare con gli enti locali e di fare da tramite tra le amministrazioni e gli operatori del settore energia.
L'energy manager Aldo Nasso ha poi esposto in aula i risultati raggiunti nel comune di Polissena, in cui lavora, evidenziando le difficoltà che ha incontrato svolgendo la sua attività.
Fra gli interventi citati da Nasso e promossi dal Comune è stato sottolineato quello effettuato in una scuola, che ha portato l'introduzione di elettrovalvole con le quali si è potuto risparmiare 2500 m3 di metano nel mese di gennaio e di un crepuscolare, grazie al quale c'è stato un risparmio nei costi della bolletta elettrica pari all'80%.
Inoltre è nel mese di giugno il comune parteciperà ad una gara europea per il rinnovo degli impianti di illuminazione, ormai obsoleta, e degli edifici.
Altri interventi pratici legati al risparmio energetico sono stati illustrati dall'ing. Fuduli della ESCo Antares Energy. Sono così stati descritti i prodotti della società, il pellet in particolare, e tutti i risvolti positivi che il suo utilizzo può portare. Grazie al pellet, per esempio, è possibile risparmiare fino al 50% rispetto al gasolio e ridurre i livelli di inquinamento. Dopo aver descritto le differenze tra gli idrocarburi ed il pellet e i costi di quest'ultimo, Fuduli poi ha presentato come caso pratico di applicazione l'impianto termico da 1200 kW istallato presso l'Istituto "Vetrone" di Benevento e tutti i risvolti positivi di cui l'Amministrazione locale ha beneficiato. Infine si è parlato delle le centrali termiche dell'Antares Energy, alimentate a pellet.
Dopo l'ing Fuduli è stata la volta dell'ing.Miele della società di servizi MBtre, che ha concentrato il suo intervento sulle strutture del terziario e sulle possibili soluzioni per abbassare le bollette in questo settore. Descrivendo i vantaggi di investire in tale ambito, come i brevi tempi di recupero degli investimenti, l'ing.Miele porta come esempio l'intervento in una residenza d'epoca.
A seconda della sostituzione di impianti tradizionali con impiantistica alternativa si possono avere rilevanti risparmi annui. L'introduzione della trigenerazione porta un risparmio di 60 k€ o un sistema di scambio termico per il recupero del calore e del freddo circa 6000 euro/anno, con un pay back di solo un anno. Altro tema trattato è stato quello dell'energy Management per le imprese.
È poi seguito l'intervento di ing. Santini, della Baxter, che, tra l'altro, ha parlato delle innovazioni per il condizionamento solare, dei gruppi frigoriferi ad assorbimento (anche domestici) ed adsorbimento.
L'ultimo intervento è stato dell'ing. Milani della Graded Spa con l'illustrazione della costruzione di un impianto di cogenerazione nell'Azienda Ospedaliera Universitaria "Federico II". È stato così descritto l'oggetto dell'appalto, i vantaggio per l'Ospedale che sono soprattutto il rinnovamento impiantistico senza costi di investimento, grazie al finanziamento tramite terzi, ed il trasferimento dei rischi alla società appaltatrice, l'impatto ambientale dell'impianto, con riferimenti all'art. 17 D.P.R 203/88 sulle emissioni e all'art.2 D.P.R 53/98 sui procedimenti autorizzativi ed altri aspetti del progetto.
Il convegno si è chiuso con un dibattito.
