La figura dell'Energy Manager nasce nel mondo anglosassone ai tempi della prima crisi petrolifera del 1973. Il problema, particolarmente grave, spinse ad affidare ad una persona competente e capace, l'incarico di affrontarlo e risolverlo, attribuendole potere e mezzi necessari.
In Italia la legge 308 dell'82 prevedeva, all'art. 22, che tutte le imprese con più di mille dipendenti e con consumosuperiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP), riferito all'anno precedente, comunicassero annualmente al Ministero dell'Industria il nome del funzionario responsabile per la conservazione dell'energia; la legge non dava indicazione né di ruolo né di incarichi, ritenendo forse che il nome fosse autoesplicativo.
Il primo anno giunsero al Ministero circa 600 comunicazioni, la Direzione Fonti Energia ed Industria di Base intendeva organizzarsi per stabilire un collegamento con queste persone, ma l'idea non ebbe seguito, non fu avviato l'archivio dei nomi, l'anno successivo pochissime aziende inviarono le loro note e poi tutto finì.
Il mondo industriale era però cosciente dell'importanza sia del controllo della spesa energetica che della opportunità di coagulare l'attenzione degli operatori delle aziende attorno a temi rilevanti di valenza tecnico-organizzativa-politica. Nacquero così due Associazioni:l'AIGE (Associazione Italiana Gestori dell'Energia), a Torino, promossa dall'ing. Carlo Eugenio Rossi della FIAT, e l'Energy Manager Club, a Roma , promossa dall'ing. Vincenzo Consolo della FINMECCANICA.
Le Associazioni organizzavano convegni tecnici e permettevano i primi scambi di esperienze fra operatori con problemi simili, anche se inseriti in realtà diverse. I temi affrontati erano sia quelli tecnici di base dei settori produttivi sia quelli più generali con aspetti anche istituzionali quali ad es. la cogenerazione.
Intanto, l'ENEA aveva avviato dal 1981 una sua linea di intervento; nell'ipotesi che la grande industria fosse capace di azioni autonome, le azioni ENEA erano dirette principalmente al supporto delle piccole e medie imprese, mediate diagnosi, diffusioni di informazioni sia di tipo generale che di tipo settoriale e corsi di aggiornamento - formazione.
Un'attività di diagnosi rapida era stata avviata dalla CONFINDUSTRIA, con la tecnica dell'Energy bus di derivazione canadese (anni '81 - '83).
Nel 1988 si ha la convergenza di queste tre iniziative e nasce la FIRE (Federazione Italiana per l'Uso Razionale dell'Energia). La FIRE opera con un nucleo di supporto messo a disposizione dall'ENEA, con il contributo delle quote dei soci e partecipando ad iniziative nazionali e comunitarie.
Arriva il Responsabile per la Conservazione e l'uso Razionale dell'Energia.
La legge 10 del 9 Gennaio 1991, che rilancia il tema dell'efficienza energetica in Italia, dedica l'articolo 19 alla figura del Responsabile per la Conservazione e l'Uso Razionale dell'Energia.
Le principali novità della legge sono:
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In relazione al maggiore costo dell'energia impiegata al di fuori dell'industria civile e per i trasporti, il limite dei consumi viene abbassato a 1000 tonnellate anno, valore a cui corrisponde una spesa di almeno 1 - 1,2 miliardi l'anno, tale da giustificare un'attenzione non marginale.
Gli incarichi indicati per il responsabile sono: redigere il bilancio sull'uso dell'energia e proporre iniziative per migliorare l'efficienza energetica; si configura così un compito tipicamente dirigenziale di supporto al decisore, in un contesto di un'impresa operante nel mercato.
L'ENEA infine è incaricato sia di sviluppare diagnosi settoriali, sia di realizzare sulla base di convenzioni con le regioni, campagne di sensibilizzazione di aggiornamento.
La legge prevede sanzioni per la mancata comunicazione delle nomine.
Il monitoraggio dell'applicazione della legge
Nello spirito della legge si voleva sia responsabilizzare i
consumatori più rilevanti ai temi energetici, sia costruire una rete di operatori che potessero collaborare con il governo alla attuazione delle politiche energetiche.
Del monitoraggio della applicazione della legge si sarebbe dovuto occupare il costituendo Osservatorio, basato sul Ministero, l'ENEA, le Regioni e le altre strutture cointeressate, con l'incarico di suggerire iniziative e modifiche.
L'Osservatorio non è mai entrato in funzione così come non sono stati costituiti i consorzi fra l'ENEA e le Regioni. Si è invece attivata la FIRE, nel quadro delle risorse messe a disposizione dell'ENEA. Dal 1992 è operante un accordo di programma fra la FIRE ed il MICA.
La FIRE ha l'incarico di supportare il Ministero stesso per l'attuazione dell'art. 19 della legge 10/91. In particolare mediante:
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Sulla base delle prime esperienze veniva emessa una prima circolare del MICA il 2 Marzo 1992, riguardante principalmente: la definizione dei soggetti obbligati alla nomina, le sanzioni, il profilo ideale del responsabile, la metodologia di valutazione dei consumi anche rispetto all'estensione del ricorso a servizi energetici di terzi e le modalità della comunicazione al MICA.
In una seconda circolare del 3 Marzo 1993, si stabiliva la delega alla FIRE sulla raccolta delle nomine, si definiva un nuovo formato dei dati da comunicare, si chiarivano i riferimenti della classificazione dei soggetti nominanti secondo le varie attività economiche e si precisava la possibilità di nominare responsabili locali.
Nei primi anni '90 l'ENEA ha effettuato circa 900 diagnosi, prevalentemente nei settori produttivi, pubblicando anche documenti di sintesi e di guida ed intervento settoriale. Le schede di diagnosi, previste dalla legge non sono state diffuse perchè esse risultavano o inadeguate allo scopo o al contrario inutilmente prescrittive; si è seguita la linea di non chiedere agli operatori nessun dato per il quale non fossero già pronte le risorse per l'elaborazione e la gestione interattiva.
Dal 1993 la FIRE pubblica annualmente un volume contenente l'elenco dei nominati, suddivisi per settore di attività e per area geografica. Il volume contiene anche i dati statistici e la legislazione di riferimento.
Quanti responsabili sono stati nominati
Nel primo anno, il 1991, sono giunte al MICA circa 900 nomine, esse sono salite a circa 1400 nel 1992 ed a 2400 nel 1993, numero che si è mantenuto negli anni successivi; considerando anche i responsabili locali, il numero dei nominati è salito a circa 2500 (nel '97).
In Italia non sono disponibili dati sui consumi energetici individuali dei singoli soggetti giuridici; quelli raccolti per scopi statistici sono aggregati a livello provinciale e non considerano tutte le attività economiche del Paese, con carenze specie nei servizi.
Nel 1997, si hanno circa 650 nomine nei settori produttivi (agricoli e manifatturieri), circa 150 nel settore dei servizi a rete, circa 900 nel settore civile (residenziale e servizi), infine più di 300 nomine del settore dei trasporti e relative infrastrutture.
Una stima delle assenze può essere effettuata per confronto di dimensioni con i soggetti che hanno nominato, ad esempio, nonostante campagne di sensibilizzazione individuali, solo 60 Comuni capoluogo di provincia sono presenti; più in generale sono presenti solo 160 Comuni, mentre il numero atteso di Comuni (funzione non solo della popolazione ma anche dell'area climatica, del livello delle prestazioni e soprattutto del tipo di gestione, diretta o in concessione o appalto), può essere stimato fra 500 e 900; sono anche evidenti le assenze delle maggiori istituzioni politiche.
Nella sanità pubblica, dopo numerose campagne di sensibilizzazione, la presenza è abbastanza elevata, grazie anche all'accorpamento delle ASL avvenuto negli anni scorsi.
Ugualmente complessa è la stima delle assenze nei settori produttivi, per la crescente suddivisione delle aziende in strutture più piccole, il crescente ricorso a sub forniture per le lavorazioni più energy intensive e la importazione di materie prime e semilavorati.
E' stato effettuata una valutazione dei consumi dei soggetti grandi consumatori, è risultato che almeno due terzi di questi sono rappresentati dalle presenze nel settore produttivo, nei trasporti e nei servizi.
Lo schema delle sanzioni, impostato in un contesto fortemente dirigistico, si è dimostrato inapplicabile, per non adeguatezza delle strutture incaricate, gli U.P.I.C. (Uffici Provinciali Industria e Commercio); lo stesso è successo per la prevista esclusione dai finanziamenti della legge 10/91 per gli inadempienti.
Nel complesso, sia in senso assoluto come rappresentanza della società italiana, sia in senso relativo rispetto agli ostacoli ed ai risultati ottenuti da altri temi della legge 10, si può dare un giudizio positivo, sulle opportunità emerse dalla applicazione dell'art. 19.
Che persone sono state nominate
La legge 10/91 non da alcuna indicazione su chi può essere il responsabile; la circolare del 2/3/92 indica come figura ideale un ingegnere con pluriennale esperienza nel settore.Non sempre questa figura è presente all'interno dell'organizzazione, per cui si pone la scelta fra un esperto esterno o l'utilizzo della figura professionale interna più vicina al riferimento ideale. Qualora si utilizzino esperti esterni, si pone il problema dei loro rapporti con i vari livelli gerarchici dell'organizzazione che nomina; nel secondo caso può essere necessario alla persona nominata un supporto professionale esterno. Nelle nomine del '97, considerando sia i responsabili principali che quelli locali, si ha una presenza del 67% di lauree tecniche/economiche, l'1% di lauree umanistiche, il 28% di diplomati, l'1% di licenza media e il 3% di mancata indicazione. Per quanto riguarda invece la posizione aziendale i consulenti esterni sono il 15% fra i responsabili principali, e il 6% fra i locali.
Problemi di formazione e di aggiornamento
Dall'esperienza di questi primi anni di applicazione della legge, emerge come prima reazione una larga richiesta di esperti di problemi di gestione dell'energia, ai quali affidare tutta la questione.
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Una analisi più approfondita mostra una situazione più complessa; infatti il ruolo del responsabile dell'energia ha aspetti sia professionali, sia manageriali e quindi più frequentemente si preferisce affidare questo incarico a un dipendente che ha già spesso una sua posizione nella struttura e che si vede allargare le sue competenze.
Si hanno quindi sia problemi prevalentemente di aggiornamento delle figure già nominate, sia prevalentemente di formazione delle figure che si vogliono candidare ad operare come professionisti del settore e/o come collaboratori di responsabili interni delle strutture.
Gli aspetti energetici vanno integrati con quelli istituzionali, ambientali e gestionali delle varie strutture, per cui si pone la condizione di formare ed aggiornare, su questi argomenti, figure e professioni con competenze non solo tecniche ma a volte anche amministrative o gestionali. La FIRE si è attivata in questa direzione.
E' infine da segnalare che una certa dose di confusione deriva dall'adattamento di termini qualiformazione, aggiornamento, qualificazione professionale, dalla tradizionale e rigida normativa del mondo del lavoro manuale di fabbrica a una progressiva situazione di educazione permanente nel mondo del lavoro intellettuale d'ufficio; cosi pure occorre ricordare che esperto è chi ha esperienza di lavoro, non certamente chi ha frequentato un corso che non preveda adeguato tirocinio.
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Molti operatori chiedono la creazione di un Albo, tema questo di competenza del Ministero di Grazia e Giustizia, basato su un esame di Stato. Ci sono richieste di definire un esame di abilitazione per poter accedere all'incarico di responsabile per l'uso dell'energia; a prescindere dalla mancata indicazione di ciò nella legge istitutiva, l'attività è troppo poco assorbita dalla legislazione (ad es. il D.P.R. 412 del '93 non la cita mai) per poter essere fissata in questo modo ed in questo momento.E' da ricordare inoltre che, seguendo le indicazioni comunitarie, nella definizione di figure parallele nel campo ambientale, prevalgono le indicazioni di standard con adesione volontaria, piuttosto che indicazioni di controlli centralizzati. |
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In particolare è importante creare:
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Per il futuro si prevede di integrare progressivamente queste attività di aggiornamento in un quadro di collaborazione con i soggetti obbligati alla nomina nei vari settori e con le Regioni, che sono titolari delle attività di formazione e che controllano i fondi relativi.
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In Italia il tema della formazione permanente di chi lavora è affrontato in maniera ancora molto inadeguata. Sarà necessario sviluppare metodi, tecniche e materiale didattico adeguato alle nostre specifiche condizioni.
Le possibilità occupazionali legate all'Energy Manager
Nel campo energetico sono emerse negli ultimi decenni varie figure con differenti livelli di inquadramento:
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Secondo i casi le competenze di queste figure possono sovrapporsi, specie nelle piccole imprese, in linea generale esse tendono a concentrarsi in riferimenti differenti ed in diversi profili professionali. Il responsabile per l'uso razionale dell'energia ha compiti fortemente manageriali, quindi questo giustifica il ricorso prevalente a persone che già sono presenti all'interno. Il responsabile per poter accedere ai dati economici del bilancio dovrà avere non solo un preciso incarico alla nomina, spesso così non è, ma anche un inserimento gerarchico adeguato, senza del quale difficilmente potrà operare. |
Ugualmente per poter presentare proposte con buone probabilità di successo è necessario essere inseriti nei meccanismi decisionali delle imprese.
E' prevedibile che un tale responsabile abbia bisogno di attività di supporto sia di collaboratori interni che di eventuali esperti esterni per studi, diagnosi e misure.
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Quindi l'occupazione che può nascere è legata non tanto alla nomina dei responsabili quanto alle iniziative che essi sono poi capaci di attivare all'interno ed all'esterno dell'impresa.
Prospettive
Nell'attuale fase di energia fossile a basso costo, il ruolo del responsabile per l'uso razionale dell'energia può orientarsi su due direzioni, tra di loro non contrastanti:
E' prevedibile che un tale responsabile abbia bisogno di attività di supporto sia di collaboratori interni che di eventuali esperti esterni per studi, diagnosi e misure.
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