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Applicazione delle procedure di
controllo e manutenzione degli
impianti di riscaldamento ai
sensi della Legge 10/91 e del
D.P.R. 412/93
Sandro Picchiolutto
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RIASSUNTO
Cari colleghi
è con soddisfazione ed imbarazzo che mi accingo a presentarvi queste mie righe di riflessione e commento
sul premio ENEA che mi è stato recentemente assegnato come Energy Manager.
Soddisfazione perché viene riconosciuto ufficialmente il valore di anni di impegno e di lavoro su di un
argomento nel quale ho innanzitutto creduto, soddisfazione perché, con due soci F.I.R.E. vincitori aex-equo
della Sezione Energy Manager, viene riconosciuto al massimo livello il ruolo chiave della Federazione
come momento di crescita e, perché no, di formazione per questa professione importante, difficile,
incompresa, tuttora alla ricerca di se tessa.
Imbarazzo perché non ho fatto che applicare la mia interpretazione del ruolo di Energy Manager,
non ho fatto altro che il mio lavoro, come ognuno di noi.
Si tratta ora di distillare dalle esperienze vincenti quei principi che possono essere condivisi per una
maggiore efficacia della nostra azione di tutti i giorni; per la Pubblica Amministrazione, che come sapete,
seguo da vicino, si tratta di trovare soluzioni gestionali che tengano nella massima considerazione le
esigenze dei cittadini, affinché essi percepiscano le disposizioni normative non come un adempimento
burocratico ma come utile servizio offerto dalla pubblica amministrazione ricordando che l'innovazione più
efficace è quella che proviene "dal basso" cioè direttamente dal mercato.
La proposta presentata da me nel settore Energy Management del premio ENEA riguardava "L'Applicazione
del D.P.R. 412/93 come strumento per stimolare Il ruolo dell'Energy Management nella pubblica
amministrazione e nel territorio": in questo caso l'Energy Manager ha agito come riferimento al Sistema
Ente Pubblico-Utente-Mercato dei Servizi per superare la mera applicazione della normativa sul controllo
impianti termici attraverso lo sviluppo di una nuova logica di gestione degli impianti.
L'iniziativa, preceduta nel biennio 1994-1996 da una fase propedeutica, è operativa dal Giugno 1996 e
l'analisi dei risultati ha potuto rilevare:
- un aumento del rendimento medio del parco caldaie autodichiarato dall'82.1% al 89.6% (+ 7.5 %);
- una riduzione del 5% (pari a circa 775 TEP) dei consumi urbani di gas metano per riscaldamento nella
stagione termica 1996/97 rispetto al 1995/96 con conseguente riduzione del 5% circa delle emissioni di
CO2 associate;
- una riduzione del 72% del valore medio delle emissioni di CO del parco caldaie esaminato;
- una diminuzione dal 2.5% allo 0.04% dei generatori di calore con produzione di CO oltre il limite di
sicurezza delle 1.000 ppm
- una aumento di 17 unità delle ditte del comparto artigianato termoidraulico
Non è discutibile la assoluta rilevanza dell'azione in oggetto in termini di influenza sul sistema
dell'impiantistica urbana, in termini di riduzione dei consumi come di aumento della sicurezza degli
impianti e diminuzione dell'inquinamento, ma è importante la possibilità di replicare tale iniziativa da
parte di altre Pubbliche Amministrazioni gestendo un progetto che richiede non solo di esercitare un ruolo
attivo in un campo atipico rispetto ai tradizionali compiti istituzionali, ma sviluppando procedure nuove e
caratterizzate da un elevato valore intersettoriale (comunicazione, controllo tecnico ed amministrativo,
rapporti con le forze sociali ed imprenditoriali, formazione professionale).
Una Pubblica Amministrazione moderna, motivata nel ruolo di Servizio al cittadino, slegata da
compartimentazioni strutturali ed integrata dalla presenza di un Energy Manager responsabile di
un Servizio adeguato e collegato agli organismi eletti in un rapporto di comunicazione e fiducia,
può rendere relativamente facile la replicazione di tale iniziativa.
I principali elementi in base ai quali la candidatura ha vinto il riconoscimento sono stati infatti:
- il riconoscimento del ruolo dell'Energy Manager dell'Ente Locale come strumento di sintesi tra gli
obiettivi della Pubblica Amministrazione e le potenzialità del mercato e dei cittadini nel campo della
conservazione dell'energia nel territorio Comunale;
- il riconoscimento del ruolo dell'Energy Manager come riferimento intersettoriale per progetti energetici
complessi che coinvolgono l'Ente;
- il riconoscimento del ruolo dell'Energy Manager come strumento in grado di proporre e raggiungere
risultati concreti nel campo della riduzione del consumo energetico e del miglioramento della sicurezza
e dell'ambiente nel territorio.
E questo, in fondo, è il messaggio che ritengo di trasmettere a tutti i colleghi.
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