Affinchè il Responsabile dell'uso razionale dell'energia possa svolgere i propri compiti occorre che l'incarico venga conferito in via ufficiale e che i responsabili delle varie sezioni dell'impresa o dell'amministrazione siano informati di questa iniziativa. E' essenziale, quindi, un documento di nomina che richiami gli obblighi di legge e ricordi la necessità che i vari reparti diano al Responsabile nominato tutte le informazioni che saranno richieste, garantendo l'accesso alla documentazione anche contabile. In un documento a parte sono descritte le novità introdotte dal d.lgs. 192/05, che rafforza il ruolo dell'energy manager negli Enti Locali.
Assunzione dell'incarico
La prima attività del Responsabile dopo la nomina è l'interfacciamento con le varie funzioni che compongono la struttura: se si è interni ad essa occorre stabilire i contatti con i responsabili amministrativi per la contabilità e i bilanci in modo da avere la necessaria conoscenza della situazione, nonché relazionarsi con i responsabili delle decisioni sugli investimenti, al fine di conoscere gli indirizzi e la strategia di impiego delle risorse dell'impresa. Se si è un consulente esterno occorre conoscere i processi interni di produzione, i relativi responsabili e le procedure organizzative; inoltre è necessario stabilire, con i responsabili delle attività amministrative, le modalità di accesso alle informazioni e ai dati e, soprattutto, verificare con la direzione le strategie che si intendono attuare, concordando la politica di gestione dei rapporti interni.
Per intraprendere l'interfacciamento con il ruolo della gestione tecnica, bisogna tener conto che la situazione cambia se il nominato è o meno il responsabile della gestione e manutenzione delle centrali termiche ed elettriche. Nel primo caso il rapporto di cooperazione con gli addetti è garantito, ma, occorre integrare l'attività di conduzione degli impianti con il nuovo ruolo secondo gli obiettivi di uso razionale dell'energia; nel secondo caso, invece, per poter garantire che la gestione sia adeguata ai nuovi obiettivi bisogna creare una atmosfera di collaborazione fra le varie competenze.
Il problema si presenta diversamente a seconda che si tratti di
produzione di beni di servizi. Nel primo caso le imprese, oltre all'obbligo consolidato di
fornire i dati globali dei consumi all'Ispettorato del Lavoro, svolgono come prassi comune
la predisposizione della contabilità industriale per linee di prodotto. Nel secondo caso,
invece, specie nel settore pubblico, l'acquisizione dei dati di contabilità può
costituire una operazione in gran parte nuova, sia perché nel settore delle pubbliche
amministrazioni la contabilità è divisa per capitoli di destinazione fra di loro
separati, sia perché non viene effettuato l'addebito delle spese alle singole attività
svolte.
Il Responsabile dovrà acquisire documenti di tutti i contratti di fornitura elettrica e
di combustibile e reperire informazioni sulle caratteristiche delle varie utenze.
Il primo approccio per la valutazione energetica si basa sull'analisi
dei consuntivi dell'impresa relativamente ai dati di consumo complessivo e ai dati globali
di produzione, siano essi relativi a beni o servizi.
Questa operazione permette di conoscere l'importanza della spesa e dei consumi energetici
all'interno del bilancio dell'impresa sia in termini assoluti che relativi. Il dato
principale è la percentuale dei costi energetici sulle spese e sul fatturato. Questi
stessi parametri, dove possibile, vanno definiti per i segmenti principali della
produzione: l'imputazione per gli usi finali permette l'individuazione dei centri di costo
maggiormente suscettibili ad essere migliorati.
Attività di intervento
Le attività di intervento si basano principalmente sulla sensibilizzazione degli addetti ai vari settori, in particolar modo del personale addetto alla gestione e alla manutenzione delle centrali termiche e degli impianti elettrici . Ciò è possibile attraverso azioni svolte direttamente dal Responsabile, proponendo ed effettuando analisi e valutazioni, interventi di modifica di procedure o impianti.
Il Responsabile dovrà analizzare i documenti contrattuali e contabili delle varie forniture energetiche verificandone i parametri contrattuali, l'esistenza di eventuali penali e discordanze rispetto ai dati in letteratura. Nel settore elettrico si creano, con l'apertura del mercato, nuovi spazi per i consumatori-clienti che hanno la possibilità di acquistare direttamente dai nuovi fornitori o di far parte di consorzi di acquisto in funzione all'entità e la tipologia dei propri consumi. La predisposizione di rendicontazioni periodiche può agevolare l'adozione o la predisposizione di adeguati provvedimenti di modifica delle condizioni di fornitura.
Il primo strumento di analisi è quello di elaborare indici specifici o
indicatori di consumo energetico per le utenze maggiormente rilevanti: possono essere
consumi specifici delle caldaie, kWh/m2 di superficie illuminata, kWh/posto
letto nelle strutture ospedaliere, m3 di gas /m2 riscaldato nel
settore terziario, m3 di gas / acqua asportata nelle lavorazioni industriali:
lavanderie e varie vie. Definire gli indicatori implica una analisi attenta del processo
produttivo e può richiedere campagne di misura ad hoc dei consumi.
Le misure possono basarsi sulla lettura di strumenti esistenti e, a volte, possono
richiedere l'installazione di strumenti di misura: per esempio misuratori di potenza
elettrica o della portata dei vari fluidi.
La specificità delle misure da rilevare spesso può richiedere un investimento per
incrementare i servizi già presenti in centrale, oppure richiedere prestazioni da parte
di società esterne.
Gli indicatori hanno vari possibili utilizzi: permettono di fare confronti fra varie
attività, di seguire nel tempo gli effetti degli interventi attuati, consentono il
confronto con altre strutture in contesti omogenei e, infine, il raffronto con i dati di
letteratura.
Sulla base dell'osservazione diretta della modalità dei consumi e
sulla risultanza degli indicatori, il Responsabile proporrà dapprima una serie di
interventi di tipo gestionali, interventi che non richiedono particolari costi di
investimento e riguardano le modalità di utilizzo delle apparecchiature esistenti. Questi
interventi, basandosi sulla modifica nel comportamento degli operatori stessi, richiedono
una costante azione di sensibilizzazione degli stessi, la successiva pubblicizzazione e
diffusione dei risultati ottenuti, la previsione di possibili incentivazioni agli
operatori in funzione dei risultati conseguiti e potranno agevolare il raggiungimento di
apprezzabili risultati.
Gli ambiti maggiormente adatti per svolgere queste azioni sono le centrali termiche ,
l'illuminazione dei locali, il controllo dei ricambi d'aria.
Interventi gestionali richiedono l'instaurarsi di un complesso di
procedure e di pratiche relative alle modalità di conduzione, sia nelle centrali termiche
ed elettriche che nei vari contesti di utenza.
Queste pratiche, tese ad evitare i consumi inutili e limitare le inefficienze di vario
tipo, richiedono interventi di formazione e di informazione rivolti agli utilizzatori; gli
interventi di consuntivazione dei centri di costo, inoltre, possono permettere alla
direzione di predisporre sistemi premianti di vario tipo che favoriscano la partecipazione
creativa dal basso alle operazioni.
E' opportuna, specialmente in occasione del rifacimento di impianti o di reparti, la predisposizione di progetti che propongano soluzioni adeguate all'evoluzione delle tecnologie e tengano conto dei risultati ottenuti dall'elaborazione degli indicatori energetici: può rendersi necessario predisporre campagne di misura e diagnosi energetiche con l'eventuale utilizzo di competenze e risorse esterne. I progetti studiati, attraverso la definizione dei parametri tecnico-economici, devono poter consentire il proprio inserimento nelle logiche decisionali dell'impresa: ad esempio il rifacimento della coibentazione di reti di vapore, l'utilizzo di calore di recupero, l'accumulo a ghiaccio, impianti consortili di cogenerazione.
Nel formulare le proposte, il Responsabile dovrà tenere conto degli
aspetti economici delle stesse e di quelli di tipo finanziario, in stretto accordo con la
direzione dell'impresa.
In questo quadro sarà opportuno analizzare quanto offerto da canali di finanziamento e,
specie nei servizi e pubblica amministrazione, quanto disponibile dal Finanziamento
tramite Terzi (FTT).
Una forma particolarmente incentivante potrebbe essere costituita dalla decisione della
direzione di reinvestire in efficienza energetica parte dei risultati dei risparmi
ottenuti dalla gestione ottimizzata.
I risultati conseguiti attraverso le azioni svolte e i realtivi benefici economici dovranno essere resi noti ai vari interessati nel loro sviluppo; la verifica del risultato finale conseguito andrà evidenziata sia agli operatori che alla direzione per incentivare la diffusione delle buone pratiche e per dimostrare la validità della funzione del Responsabile all'interno della struttura.
Nell'attuale fase di energia fossile a basso costo, il ruolo del responsabile per l'uso razionale dell'energia può evolvere verso due direzioni tra di loro non contrastanti:
Aspetti professionali
Molti operatori chiedono la creazione di un "albo"
professionale per il Responsabile: l'istituzione, la cui competenza è del Ministero di
Grazia e Giustizia, richiederebbe l'approntamento di un esame di Stato. Ci sono, inoltre,
richieste di definire un esami di "abilitazione" per poter accedere all'incarico
di Responsabile. A riguardo, prescindendo dalla mancanza di indicazione nella legge
istitutiva, l'attività è troppo poco assorbita dalla successiva legislazione (ad esempio
il D.P:R. 412/93 non cita mai il Responsabile ) per poter essere fissata in questi termini
e in questo momento.
E' da ricordare, altresì, che seguendo le indicazioni comunitarie, nella definizione
delle figure parallele nel campo ambientale, prevalgono le indicazioni di standard con
adesione volontaria, piuttosto che indicazioni di carattere obbligatorio centralizzato.
Il ruolo del Responsabile ha aspetti sia tecnici che manageriali: ciò
comporta l'esigenza di aggiornamento delle figure nominate in conseguenza dell'evoluzione
tecnologica e normativa del settore e dei cambiamenti degli aspetti istituzionali ed
ambientali, nonché di formazione di futuri candidati ad operare come tecnici incaricati.
Una certa dose di confusione deriva dall'adattamento di termini quali
"formazione", "aggiornamento", "qualificazione
professionale" dalla tradizionale e rigida normativa del mondo del lavoro manuale di
fabbrica a una progressiva situazione di educazione permanente nel mondo del lavoro
intellettuale d'ufficio; occorre ricordare che l'esperto è colui che ha acquisito
esperienza di lavoro, non certamente chi ha frequentato un corso che preveda adeguato
tirocinio.
Teniamo presente l'obiettiva impossibilità per un corso di qualsiasi durata, di
rivendicare la possibilità di effettuare lavori che rientrino nel campo dell'abilitazione
di specifici ordini professionali.
La legge incarica l'ENEA della formazione, in collaborazione con le Regioni, titolari di
questa attività e della gestione dei relativi fondi di finanziamento
Negli anni scorsi sono stati organizzati corsi di varia durata: da due settimane a due giorni e mezzo, aperti sia ai tecnici già nominati che a professionisti aspiranti a ricevere l'incarico ; negli ultimi anni l'attuazione è limitata a corsi di aggiornamento per specifici settori. La FIRE, in modo integrato con l'attività di ENEA, si occupa principalmente dell'aggiornamento dei nominati, privilegiando: