FAQ relative alla nomina ad energy manager
Sono qui riportate in ordine cronologico alcune domande ricorrenti riguardanti la nomina ad energy manager. Si precisa che si tratta di interpretazioni della normativa fornite da esperti della FIRE che non hanno dunque forza di legge.
Si consiglia comunque di leggere guida alla nomina e le FAQ qui riportate prima di contattarci per eventuali ulteriori chiarimenti.
Fattore di conversione gasolio
aprile 2010
Vorrei avere alcune precisazioni in merito a:
- fattore di conversione litri/kg gasolio per autotrazione;
- fattore di conversione litri/kg gasolio da riscaldamento;
- i due tipi di gasolio hanno lo stesso valore in tep?
- i lubrificanti per autotrazione li considero come olio combustibile?
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In assenza di dati precisi forniti dal fornitore si può assumere un valore di densità pari a 0,825 kg/l per entrambi gli usi. La tabella di conversione presentata nella circolare, come indicato nell'intestazione, non fa riferimento ai poteri calorifici, ma riporta dei valori di combustibile primario (petrolio grezzo) che era necessaria, con le tecniche dell'epoca, per produrre i vari sottoprodotti petroliferi. Questi valori si sono evoluti in maniera diversa sia nel tempo che relativamente alle varie applicazioni (riscaldamento, autotrazione, artico etc.). Da queste considerazioni deriva che l'indicazione della conversione di un combustibile in un altro è un'operazione di cui bisogna precisare bene i termini di confronto altrimenti si hanno valori non univoci. All'epoca della circolare si pensava che iniziasse un'attività di analisi dei consumi a supporto degli operatori e si scelse di riportare nella tabella i dati del tempo sui consumi di raffineria per la produzione dei vari sottoprodotti.
Di conseguenza è indicato che ad una tonnellata di gasolio corrisponde un consumo per la produzione di 1,08 tonnellate di petrolio grezzo (tabella A della Circolare MICA del 2 marzo 1992, n.219/F).
Nella realtà il tema dei consumi di energia primaria per la produzione dei vari sottoprodotti non è stato più affrontato e quindi la circolare è rimasta solo relativa alla verifica della sussistenza o meno dell'obbligo di nomina, verifica per la quale queste distinzioni non hanno nessun senso pratico, così come non sono di interesse le piccole quantità di altri prodotti combustibili.
Riguardo agli olii utilizzati a soli fini lubrificanti, non avendo funzione energetica, essi non vanno considerati nel computo dei consumi agli effetti della nomina del responsabile.
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Fattore di conversione metano liquido
marzo 2010
Siamo un’azienda di trasporti e abbiamo cambiato carburante - dal gasolio siamo passati al metano liquido. Ci chiedevamo come contabilizzare i nostri consumi attuali in metano appunto ai fini della nomina dell’Energy Manager, visto che lo acquistiamo al kg mentre la vostra tabella di conversione usa il m3; qual è il fattore di conversione che dobbiamo usare?
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Gentile socio, nell´ipotesi semplificativa di:
- metano approssimabile a un gas perfetto e non considerando quindi gli altri componenti del gas naturale (azoto, etano, etc.), presenti in percentuali trascurabili;
- condizioni normali (pressione atmosferica e temperatura pari a 0°C).
Applicando l´equazione di stato dei gas perfetti:
P*V= n*R*T
P*V=(m/PM)*R*T
P*PM= d*R*T
d=m/V=P*PM/R*T
con:
P= pressione in atmosfere (atm)
V= volume in litri (l)
R= costante dei gas: 0,0820 (atm*l/(mol*K))
T= temperatura in Kelvin (K) m= massa in grammi (g)
PM= massa molecolare in unità di massa atomica(uma)
d= densità (g/l)
otteniamo una densità d= m/V= 0,714 kg/Nm3, ossia 0,714 t (tonnellate)ogni 1000 Nm3.
otteniamo una densità d= m/V= 0,714 kg/Nm3, ossia 0,714 t (tonnellate) ogni 1000 Nm3. La tabella A della circolare 219/F del 1992 riporta 1.000 Nm3= 0,82 tep, quindi in proporzione il valore corrispondente a 1 t di metano (ovvero approssimativamente di gas naturale) risulta essere circa 1,15 tep.
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fattore di conversione energia elettrica
aprile 2008
Quale fattore di conversione in energia primaria per l’energia elettrica deve essere utilizzato per la nomina dell´EM?
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L´AEEG ha recentemente (marzo 2008) aggiornato il fattore di conversione dei kWh elettrici in tep da utilizzare nei calcoli per l´ottenimento dei titoli di efficienza energetica. Il coefficiente scelto di 0,187 tep/MWh. si riferisce al confronto con impianti nuovi a ciclo combinato e non al parco medio di tutti gli impianti di generazione.
Su questo tema l´AEEG aveva emesso un documento di consultazione, al quale anche la FIRE ha risponsto; le conclusioni sono contenute nella delibera AEEG EEN 3/08.
Il coefficiente 2200 cal a kWh fu scelto nel 1992 tenendo conto sia dell´efficienza del parco dell´epoca, che delle perdite della rete (portando a 0,23 tep/MWh per alta e media tensione e 0,25 tep/MWh per la bassa tensione), differenza quest´ultima considerata anche nella Direttiva Europea per la cogenerazione ad alta efficienza.
Essendo passati 16 anni i valori della circolare andrebbero rivisti per tener conto del miglioramento del parco elettrico di generazione e la FIRE si è attivata per proporre al MSE una nuova circolare che presenti in modo più organico l´evoluzione del ruolo e dei compiti dell´Energy Manager per effetto delle leggi susseguitesi.
In attesa di tale circolare, le indicazioni rimangono quelle precedenti (circolare MICA 219/F del 1992), riportate nella sezione guida alla nomina .
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Che corsi frequentare per conseguire il titolo di energy manager
gennaio 2006
Ho completato un corso IFTS di 1200 ore dal titolo "esperto superiore nelle gestione dell´energia". Posto che nessuno ha saputo dare risposte precise alle nostre domande, ci è sembrato di capire che la figura professionale che avrebbe dovuto forgiare il corso sarebbe stata proprio quella dell´energy manager. Ci hanno detto che avremmo dovuto completare un tirocinio di 2 anni in una struttura idonea alle normative in vigore (ospedali, centrali energetiche?) per poterci fregiare del titolo.
Esiste tale tirocinio? In caso affermativo, dove si può effettuare e quanto dura?
L´energy manager lavora per conto proprio o è un dipendente dell´azienda in cui è attivo? Quali sono le prospettive professionali a cui può andare incontro?
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Quanto detto si può applicare a qualunque corso o master.
Ai sensi dell´articolo 19 della legge 10/91, l´incarico di responsabile per l´uso razionale dell´energia - figura nota anche col termine di energy manager, che può però riferirsi più in generale ad un esperto nella gestione dell´energia - può essere affidato, da un soggetto giuridico obbligato alla nomina, ad un proprio dipendente o ad un professionista esterno. Si tratta di un incarico di lavoro e non di una qualifica per l´esercizio una professione o della quale "fregiarsi", come l´appartenenza ad un albo o come quella del corso da lei frequentato.
Per essere nominati responsabili, dunque, non è necessario alcun titolo, né tantomeno un tirocinio.
Il corso da voi seguito, e l´eventuale tirocinio da esso previsto, possono essere funzionali ad un´esperienza sul campo che può eventualmente facilitare la ricerca di una posizione da energy manager. Un tirocinio può rivelarsi utile in quanto può consentire di fare pratica sul campo e di acquisire le competenze pratiche indispensabili per operare come energy manager. Non siamo peraltro in grado di valutare la preparazione offerta dai corsi ITIS, non essendo coinvolti in essi e non conoscendoli.
Nel sito è disponibile l´elenco dei circa 2000 soggetti che hanno nominato un responsabile nell´ultimo anno, in cui potrete individuare alcuni soggetti, operanti nella vostra Regione - tipicamente comuni, province, grandi industrie, ospedali - che potrebbero essere interessati ad ospitare un tirocinio o, eventualmente, ad acquisire i servizi di un esperto esterno.
Se le possibilità di essere nominati energy manager ome dipendenti di azienda possono essere limitate, l´attività può cominciare come liberi professionisti, mediante l´offerta di servizi di consulenza e progettazione a piccoli/medi consumatori di energia. Il compenso potrà essere costituito da una quota fissa, a rimborso delle attività collegate alla contabilità energetica ed alla diagnosi, e da una variabile in funzione dei risparmi acquisiti o proporzionale all´entità dei lavori (tipico delle tariffe professionali).
Si consiglia comunque una lettura attenta dei contenuti della sezione adempimenti del sito FIRE.
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Società multiutenza e nomina
gennaio 2006
La nostra azienda consta di vari stabilimenti. Per il calcolo dell´energia primaria occorre considerare la somma dei consumi o ogni stabilimento va considerato a parte?
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Ai fini della nomina bisogna considerare la somma dei consumi, salvo il caso dei gruppi societari, non soggetti all´obbligo ai sensi della circolare 219/F/1992. La stessa circolare suggerisce, nel caso di società caratterizzate da più punti di consumo, la nomina di responsabili locali in supporto dell´energy manager societario.
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Conversione in tep dei rifiuti
gennaio 2006
Gestiamo un termovalorizzatore. Come va calcolata l´energia primaria ai fini della nomina?
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I rifiuti, qualora siano utilizzati a fini energetici devono essere conteggiati nella valutazione dell´energia primaria. La valorizzazione andrà fatta in base al potere calorifico inferiore medio e la formula sarà la seguente:
tep = kgrifiuti x Hirifiuti / 107
dove Hi è il PCI medio del combustibile espresso in kcal/kg.
(per esempio, con un consumo annuo di 50.000 tonnellate di rifiuti con un PCI medio di 2.500 kcal/kg, si avrebbe un consumo in tep di 50.000.000 x 12.500 / 10.000.000 = 12.500 tep).
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Conversione in tep del vapore
gennaio 2006
Nel calcolo dei tep per la verifica della soglia per la nomina deve essere considerato anche il vapore?
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Certamente, in quanto si tratta di un vettore energetico. Per la valutazione delle tonnellate equivalenti di petrolio si può usare la formula seguente:
tep = kgvapore x DHvapore / 107
Il valore di DH (espresso in kcal/kg) rappresenta la variazione di entalpia del vapore e dipende dalla pressione di esercizio (per vapore saturo a 4 bar, ad esempio, con un consumo annuo di 50.000 tonnellate e nell´ipotesi di ritorno in fase liquida, si avrebbe un consumo in tep di 50.000.000 x (653,4 - 143,6) / 10.000.000 = 2.549 tep).
Per il calcolo si possono utilizzare i dati reperibili in letteratura (manuali, libri, risorse internet) relativi al valore dell´entalpia del vapore in funzione della pressione e dello stato di saturazione.
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Attività industriali o meno
aprile 2003
Gradirei sapere se l´attività di depurazione acque rientra fra quelle industriali o meno, al fine di determinare se fare riferimento alla soglia dei 10.000 tep/anno o dei 1.000 tep/anno.
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In generale, nei casi in cui non sia così evidente l´appartenenza o meno al settore industriale di una certa attività, conviene far riferimento alla classificazione ATECO indicata dalla Circolare MICA del 2 marzo 1993, n. 226/F.
In generale le attività appartenenti alle categorie A, B e dalla G alla Q sono relative al settore civile e pertanto in tal caso è valida la soglia dei 1.000 tep/anno.
Nel suo caso, che rientra fra quelli dubbi in quanto attività di servizio svolta in genere secondo modalità industriali, è stata finora considerata valida la soglia dei 1.000 tep/anno, pur rientrando nella categoria E. Va comunque notata l´assenza di una metodologia procedurale precisa al riguardo.
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Produzione, acquisto e cessione di elettricità
aprile 2003
La nostra azienda produce energia elettrica e calore attraverso un impianto di cogenerazione. Il calore viene utilizzato all´interno dei processi aziendali. L´energia elettrica viene in parte autoconsumata, in parte ceduta alla rete.
Oltre al gas naturale che alimenta l´impianto, viene acquistato un certo quantitativo di elettricità dalla rete.
Ai fini del calcolo dei consumi in fonti primarie per la comunicazione annuale contestuale alla nomina dell´energy manager, l´energia in tep corrispondente a quella elettrica ceduta alla rete va sottratta da quella acquistata e da quella relativa al gas naturale?
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L´articolo 19 della Circolare MICA del 2 marzo 1992, n. 219/F recita: La valutazione dei consumi va riferita all’energia consumata per la produzione di beni (semilavorati, manufatti ecc.) o per la prestazione di servizi (trasporto di persone o merci, illuminazione, climatizzazione ambienti, fornitura di energia elettrica, ecc.), indipendentemente dal fatto che detti beni e servizi vengano utilizzati in proprio o destinati a terzi.
Non ha dunque importanza quale sia la destinazione d´uso del bene prodotto (in questo caso l´energia elettrica), né quale sia l´efficienza interna di conversione delle fonti primarie dell´azienda. Quello che conta ai sensi dell´obbligo alla nomina dell´energy manager è che si raggiunga una certa soglia di consumo complessivo.
In questo caso vanno quindi sommati i tep relativi al consumo di gas naturale ed all´energia elettrica acquistata dalla rete.
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Consumi di energia importata
aprile 2003
La nostra impresa acquista una quota di combustibili rilevante dall´estero. Gradiremmo sapere se vanno conteggiati ai fini della valutazione dei consumi complessivi per la nomina dell´energy manager.
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La normativa, ed in particolare la circolare Circolare MICA del 2 marzo 1992, n. 219/F, all´articolo 19 riporta:
La valutazione dei consumi va riferita all’energia consumata per la produzione di beni (semilavorati, manufatti ecc.) o per la prestazione di servizi (trasporto di persone o merci, illuminazione, climatizzazione ambienti, fornitura di energia elettrica, ecc.), indipendentemente dal fatto che detti beni e servizi vengano utilizzati in proprio o destinati a terzi.
Il consumo di combustibili e vettori energetici (anche derivanti da fonti rinnovabili) va quindi conteggiato qualunque sia la fonte di provenienza, salvo quanto riportato all´articolo 20 della circolare suddetta.
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Nomina sotto le soglie di consumo
dicembre 2002
E´ possibile nomina l´energy manager se non si raggiungono le soglie di consumo indicate dalla legge?
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La figura dell´energy manager è prevista dall´art. 19 della Legge 10/91 per tutti i soggetti del settore industriale e civile che raggiungano una determinata soglia di consumi energetici in fonti primarie.
Ovviamente, a parte gli obblighi di legge, un energy manager può essere presente in qualunque realtà per la quale si ravvisi l´utilità di individuare azioni di razionalizzazione negli usi dell´energia. La nomina può pertanto essere effettuata anche qualora i consumi siano al di sotto delle soglie di legge.
Da un punto di vista pratico la nomina dà inoltre accesso ad una serie di pubblicazioni, di informazioni e di iniziative predisposte dalla FIRE e consente a costo nullo di mantenersi in contatto con il settore della gestione dell´energia.
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