Compensi per energy manager

Non esiste un tariffario nazionale per lo svolgimento della funzione di energy manager, non essendoci un albo e potendo essere la figura interna o esterna ad un'azienda. Nel primo caso, ovviamente, sarà remunerata in base al livello di inquadramento assegnatole. Nel secondo caso, in generale, si può pensare a tre voci:

La prima opzione dovrebbe sempre essere presente, in quanto serve a compensare quelle attività fondamentali che vanno comunque svolte, indipendentemente dall'individuazione e dalla realizzazione di progetti. La seconda e la terza voce possono essere complementari o alternative. Per l'utente il fatto di ripagare l'energy manager in base al risparmio può essere interessante, in quanto garantisce maggiormente la ricerca del massimo risultato e in parte limita il rischio di indicare interventi molto impegnativi e costosi solo perché più remunerativi per il professionista. Va però ricordato che non sempre è facile individuare procedure e metodiche certe per la valutazione dei consumi, e quindi dei risparmi economici, ante e post intervento, anche a causa della cronica carenza di dati misurati che caratterizza buona parte dei potenziali clienti. Ciò può dunque dar luogo a lunghi contenziosi e sconsiglia un tale modus operandi in assenza di un rapporto già avviato e testato fra le parti o, in alternativa, può favorire un approccio misto che contempli sia la seconda che la terza voce.

Di seguito si riporta una proposta di tariffario presentata alla fine degli anni Novanta dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, che può costituire un valido punto di partenza.