Dal momento che il meccanismo francese è per molti versi il più vicino a quelle italiano in termini di interventi ammessi all'incentivo e funzionamento generale, se ne offre di seguito una sintesi per chi fosse interessato ad approfondire il tema.
Il 29 giugno 2010 è stata approvata in maniera definitiva la Legge Grenelle 2, che conferma e concretizza gli obiettivi già in precedenza fissati dallo schema fondante il meccanismo dei certificati bianchi.
Sei i punti principali:
Per quanto riguarda l'efficienza energetica, già con le Grenelle Environnement si era dato vita al meccanismo dei certificats d'économies d'énergie, basato sulla ripartizione dell'obietto di realizzare risparmi energetici imposti a dei soggetti obbligati, ovvero i venditori dei seguenti vettori energetici: elettricità, gas naturale, olio combustibile, GPL e servizi di riscaldamento o raffreddamento, il tutto oltre una certa soglia.
Come nel caso italiano, vi sono dei soggetti volontari ammessi al meccanismo dei CEE: persone giuridiche non sottoposte agli obblighi – a condizione che l’attività per la quale richiedono i CEE non rientri nel campo della loro attività principale e non procuri loro un ricavo diretto –, enti collettivi pubblici o gruppi di collettività pubbliche che effettuino interventi di risparmio energetico sia direttamente sia tramite aziende terze, condomini o associazioni per il proprio edificio.
I soggetti, obbligati e non, possono scambiarsi i certificati attraverso una apposita piattaforma di scambio, la Emmy. In questo primo schema era stato fissato un obbligo nazionale di 54 TWh cumac per un primo periodo della durata di 3 anni, dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2009.
Il termine “Cumac” nasce dalla sintesi di « cumulé” e ”actualisé ». Il cumac rappresenta l'unità di misura di risparmi di energia primaria generato dall'istallazione di un'apparecchiatura. Tale risparmio è accumulato e attualizzato al 4% per anno sulla durata di vita del prodotto.

Risultati del primo periodo di obbligo, dati del Ministère du Développement durable
Questo obiettivo nazionale è stato ripartito in un primo momento tra le diverse fonti energetiche, in funzione dello loro peso nel consumo nazionale, e in più, per ogni fonte, tra i venditori in proporzione alla loro parte nel mercato residenziale terziario (se le loro vendite superavano un limite definito per decreto per tutte le fonti escluso l'olio combustibile).
Gli obbligati acquistavano il loro obbligo individuale presentando dei certificati di risparmi energetici di una quantità equivalente; in caso di mancata presentazione dei certificati, la sanzione da pagare per il mancato adempimento era pari a 2 centesimi di euro per kWh mancante. Per quanto riguarda il prezzi dei CEE, la figura sotto ne riporta l'andamento nell'anno 2008.

Andamento del prezzo dei certificati scambiati - 2008, Rapport sur le fonctionnement du dispositif des certificats d'économies d'énergie Direction générale de l'énergie et du climat, Maggio 2009
I CEE sono la dimostrazione di interventi di risparmio energetico addizionali in rapporto all'attività abituale dei richiedenti, che rispondono alle condizioni stabilite dalla regolamentazione. La documentazione per la richiesta dei certificati deve essere presentata al prefetto del dipartimento e per conoscenza alle direzioni regionali responsabili dell'energia (DRIRE o DREAL) secondo le modalità stabilite.
Per semplificare la consegna della documentazione, sono state create delle schede standardizzate per definire le condizioni di idoneità e la valorizzazione in risparmi energetici degli interventi più comuni. I certificati rilasciati si concretizzano esclusivamente con la loro iscrizione su un conto individuale aperto nel registro nazionale dei CEE, il cui possesso può essere trasmesso a una persona giuridica. Il registro riporta sia l'insieme delle transazioni dei certificati, sia l’informazione regolare sui prezzi medi di scambio degli stessi.
La legge Grenelle 2 ha avuto un iter abbastanza lungo, con numerosi emendamenti proposti dai deputati, dei quali più di 40 riguardano i CEE. Nove di questi emendamenti sono stati adottati e hanno come principali conseguenze:
La direzione generale per il clima ha presentato il nuovo obbligo per il secondo periodo di CEE davanti agli attori interessati al meccanismo. L'ammontare di tale obbligo è pari a 345 TWh cumac distribuito su 3 anni. Come già accennato, nel primo periodo (gennaio 2006 – giugno 2009) l'obiettivo è stato pari a 54 TWh cumac; il target nel corso dei tre anni è stato superato, si è arrivati fino a 65,2 TWh cumac.

Obbligo del primo periodo ripartito per fonti di energia e soggetti obbligati in base alle loro vendite nel settore residenziale e terziario - dati del Ministère du Développement durable
Durante il secondo periodo le imprese già obbligate durante il primo periodo dovranno realizzare 255 dei 345 TWh cumac (ovvero una moltiplicazione per 4,7 del loro obbligo iniziale). Ma dato che queste hanno continuato a presentare diversi registrazioni/file di CEE dopo luglio 2009, lo sforzo reale previsto dal ministero sarà di 177 TWh cumac a contare da settembre 2010.
Se queste imprese guardano alla loro “velocità” di presentazione dei CEE – circa 4,75 TWh cumac per mese – il nuovo obiettivo dovrebbe essere raggiunto senza troppe difficoltà. Il progetto di legge propone di rendere soggetti obbligati anche i venditori di carburanti che avranno 90 TWh cumac di risparmi da presentare. L'art. 27 della legge che definisce le condizioni del secondo periodo include anche altre modifiche, oltre a quelle già elencate:

Obbligo del secondo periodo ripartito per fonti di energia e soggetti obbligati in base alle loro vendite nel settore residenziale e terziario - dati del Ministère du Développement durable
Inoltre, il secondo schema modifica in modo sostanziale il perimetro degli interventi standardizzati idonei per il meccanismo,definisce 15 nuove schedee e ne modifica 45 esistenti. In totale, si contano 195 interventi standardizzati dato che lo stop sopprime la scheda BAR-EQ-07 sulle lampade a basso consumo, divenute di uso comune. Le nuove schede si ripartiscono abbastanza bene gli ambiti tra gli edifici (7), i trasporti (4), l'industria (3) e le reti (1).
Nel settore degli edifici residenziali la sola scheda che riguarda il calorifero a condensazione porterà 25 MWh cumac di risparmio per appartamento. Il terziario è più favorito con 6 schede di cui 3 dedicate ai dipartimenti oltremare (sistemi di pilotaggio a intermittenza di centrali di trattamento dell'aria, regolazione che permette di avere un'alta pressione “modulabile”, sistema di climatizzazione centralizzato).
Un'altra scheda permette di promuovere un trasformatore ad alto rendimento per l'alimentazione a bassa tensione di un sito terziario. Nel trasporto, che riguarderà diversi attori durante il secondo periodo, le nuove azioni che si possono presentare sono per esempio il ricorso ai lubrificanti efficienti per i veicoli leggeri e la telematica a bordo per il monitoraggio della conduzione/gestione di un veicolo.
Per l'industria, sono i motori ad alto rendimento IE2 e i condensatori frigoriferi ad alta efficienza. Le 45 schede riviste riguardano soprattutto il settore degli edifici, target prioritario del meccanismo dei CEE. Per alcune schede l'età e l'altezza dell'edificio non sono più richiesti, e neanche il numero delle stanze o la superficie abitabile. Un'altra novità è relativa al fatto che le superfici delle celle solari non sono più da specificare, è richiesto solo il numero dei moduli. Oltre a queste semplificazioni, molte schede sono modificate sul loro perimetro di azione o sul loro forfait di CEE. Tra queste, il forfait di CEE per le caldaie a condensazione è diminuito di un ottavo e quello delle caldaie a bassa temperatura di un terzo, in modo da aggiornare il loro risparmio energetico in rapporto alla media. Alcune schede hanno visto crescere il loro perimetro, mentre i criteri di altre sono diventati invece più esigenti.
Un altro aspetto su cui riflettere riguarda le imprese locali di energia: quelle con obblighi sono 12 su 150. Nel primo periodo sono riuscite ad adempiere bene all'obbligo di CEE. Per quanto riguarda il secondo periodo, lo ritengono una minaccia e un'opportunità allo stesso tempo: una minaccia poiché l'aumento dell'obbligo e l'arrivo di nuovi soggetti obbligati indurrà un aumento della concorrenza tra gli stessi soggetti obbligati per ottenere certificati. È probabile che il prezzo dei CEE aumenti, il che obbliga i soggetti obbligati ad essere pro-attivi nello stimolare direttamente più interventi. D’altra parte è anche un'occasione, poiché permette di rinforzare i legami tra le collettività locali e stringere nuovi partenariati tra le imprese locali di energia, obbligate e non obbligate.